Comune e Soprintendenza trovano a Roma laccordo sulla pavimentazione La Iervolino manda i suoi assessori nella capitale per superare le resistenze del soprintendente Guglielmo Armistizio negli uffici del vicepremier Rutelli: asfalto nella corsia centrale, sampietrini in quelle laterali -------------------------------------------------------------------------------- IL Comune va alla guerra del sampietrino, poi nel pomeriggio matura a Roma larmistizio con la Soprintendenza. Il conflitto su Corso Umberto è sfociato ieri nellannuncio dato dal sindaco in Consiglio comunale. Il soprintendente vuole rimettere i sampietrini, il Comune è per lasfalto, dunque il direttore generale Luigi Massa va a Palazzo Chigi per risolvere la questione. Questo il quadro dipinto dalla Iervolino. E infatti alle 13 circa Massa impugnava la borsa, scendeva dal suo scranno sullultima fila dei banchi e prendeva la via della capitale. Nelluditorio rimaneva anche un lieve sconcerto. Possibile che a Napoli ci si debba rivolgere al governo nazionale anche per il rifacimento di una strada? «Possibile - spiegava paziente la Iervolino - Il fatto è che io ho i poteri speciali, ma qui cè unaltra autorità dello Stato, la Soprintendenza, che si oppone. Certo non per cattiveria, ma si oppone. E allora è opportuno andare a Roma». Galeotto fu Enrico Guglielmo insomma. Già nel corso della relazione il sindaco aveva esplicitato lo stato dei fatti: «La richiesta della Soprintendenza è fare la strada tutta con i cubetti, comè adesso. Questo comporta una spesa di circa 7 milioni di euro, che noi non abbiamo a disposizione, e una tempistica che va per i 5-6 mesi. Non possiamo tenere bloccata per tanto tempo Corso Umberto. Allora ho chiesto di farla tutta dasfalto, almeno per adesso, il che sarebbe fattibile nel giro di un mese. La Soprintendenza mi ha detto di no, allora oggi il direttore Massa parte per andare a vedere se, in sede di Presidenza di Consiglio, riusciamo a vincere o si trova una mediazione. Credo che stessa cosa andrà poi fatta più o meno per la via Marittima». La spedizione romana aveva però più il sapore di un congresso di pace. Con Massa partivano infatti sia lassessore Giorgio Nugnes che lo stesso Guglielmo. La meta erano gli uffici del ministero dei Beni culturali a Palazzo Chigi. Gli interlocutori, il capo dellufficio legislativo Ettore Figliolia e il direttore generale per i beni architettonici e paesaggistici Roberto Cecchi, facevano sbocciare alle 19 laccordo fra i contendenti. Che in sostanza ora prevede lasfalto nella corsia centrale, dove passano i mezzi pubblici, e i cubetti nelle laterali, salvo le zone delle fermate, dove pure si procederà con quello che Guglielmo definisce «tappeto bituminoso». Verrà anche rimosso il serpentone di gomma, e sostituito con un nuovo separatore di corsia in pietra, che si allargherà in piattaforma in corrispondenza delle fermate dei bus. Tutto questo per la soluzione transitoria. Perché Guglielmo ha ottenuto limpegno alla ripavimentazione totale, «con basoli che il Comune ha in deposito», una volta terminati i lavori per le stazioni della Metropolitana. Inoltre, dice il soprintendente, «abbiamo raggiunto un accordo anche per il restyling complessivo del Corso, compreso larredo urbano, le facciate degli edifici, le vetrine dei negozi che spesso le deturpano». Lobiettivo è ora di bandire i lavori al più presto, e chiuderli entro fine ottobre, visto che il 21 è prevista anche la visita in città del Papa. Finisce così una guerra che dura da mesi, e che ebbe la sua fase più critica a maggio quando la municipalità, dintesa con una libreria, varò un referendum informale. Ne uscì un quasi plebiscito per lasfalto, gli utenti non sopportavano più né le buche né i cubetti che ormai saltavano finendo addosso alle gente. Guglielmo non ebbe parole tenere verso quella iniziativa. Ieri la firma dellarmistizio. «Eravamo comunque orientati alla mediazione», commenta il soprintendente, glissando così sulla immagine oltranzista che ne aveva fornito in mattinata il sindaco. Daltro canto lintesa raggiunta a Palazzo Chigi è stata poi ratificata da un bel gelato collettivo nel vicino bar «Giolitti».