Proseguono le indagini sulla villa romana - Una mostra e un libro E' un vero e proprio pozzo dei desideri o delle meraviglie quello scoperto a Baggiovara, una di quelle giacenze archeologiche che gli studiosi sperano sempre di trovare per poter far fare uno scatto in avanti significativo ai propri studi. In questo caso la storia dell'occupazione romana di Mutina, esemplificata non solo da frammenti di una stupenda lucerna a volute decorata dal Ratto di Europa, ma anche una miriade di ceramiche databili tra il periodo tardo repubblicano e la prima metà del I secolo d.C. Gli scavi modenesi che già l'anno scorso restituirono un sepolcreto di 17 tombe con scheletro decapitato, continuano dunque a fornire sorprese, stavolta nel pozzo in ciottoli del diametro di circa un metro e 20 cm, abbandonato forse a cavallo dell'anno zero e usato come discarica, oltre alla lucerna un bel vassoio da mensa decorato e probabilmente prodotto in Italia centrale, un pezzo di coppa in pasta vitrea, intonaci dipinti e tessere di mosaico. Ma quel che fa gongolare è appunto l'ampio pezzo di lucerna a volute con il Ratto d'Europa, mito greco che narra l'odissea di Europa figlia del re di Tiro Agenore rapita dall'innamorato 're' degli dei, Giove, tramutatosi in toro e portata a Creta dove diede alla luce Minosse. Nel piccolo frammento - per questo gli archeologi sembrano non avere dubbi -si vede chiaramente una figura femminile seduta sul dorso di un toro tenuto con una mano per le corna. "Si tratta di un unicum non solo a Modena ma in tutta l'Emilia Romagna - dice Donato Labate, direttore scientifico dello scavo di Baggiovara per conto della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna - e alcuni colleghi mi dicono essere oggetto raro a livello nazionale, perché in genere il Ratto lo si trova su affreschi e mosaici difficilmente su questa tipologia di materiale". Un tesoro dunque, anche per la presenza dell'impronta del ceramista sul retro, per il quale già si parla di una mostra al museo civico archeologico - per condividere anche con il pubblico di appassionati il ritrovamento insperato - luogo dove certamente finiranno questi oggetti insieme a quelli dello scorso anno compresi gli scheletri di bambini e adulti. "I pozzi - continua Labate -in antico erano utilizzati nelle ville di campagna per nascondere le cose più preziose in occasione delle incursioni barbariche e quindi in genere rappresentano luoghi importanti per gli archeologi perché spesso poi i proprietari"dimenticavano" di riprendere i materiali. Questo di Baggiovara abbandonato a fianco della villa, distrutta secondo la documentazione e che abbiamo iniziato a scavare sempre grazie ai finanziamenti della società immobiliare Garden srl presieduta da Rosaria Marazzi, perdette già in antico la sua originaria funzione". Lo scavo di Baggiovara, su cui lavorano Francesco Benassi con Bernardo Moranduzzo, Luca Pellegrini, Rossella Rinaldi e Antenore Manicardi, per quanto riguarda il pozzo è terminato, mentre proseguono le indagini sulla villa di età romana che doveva essere amplissima, oltre 5mila metri quadri, ma di cui purtroppo sembra essere rimasta traccia solo delle fondazioni (niente muri in alzato). Tempo un paio di mesi e se non appaiono nuove gradite 'sorprese' il cantiere che prevede la costruzione di un albergo proseguirà e lo scavo chiuderà. Tempi brevi anche per la necessaria pubblicazione, sempre finanziata da Marazzi, che dovrebbe vedere la luce tra l'autunno e la primavera: l'antropologa Francesca Bertoldi di Ca' Foscari a Venezia sta studiando le ossa rintracciate l'anno passato, dei reperti etruschi ritrovati ci si sta già occupando e resta dunque 'solo' lo studio sulle ultime novità.
Baggiovara, il tesoro in fondo al pozzo
Gli scavi a Baggiovara hanno rivelato un pozzo con un frammento di una lucerna a volute decorata con il Ratto d'Europa, un mito greco. Il pezzo è un unicum in Emilia-Romagna e potrebbe essere unico in Italia. La lucerna è stata trovata in un pozzo abbandonato, probabilmente usato come discarica. Gli scavi hanno anche rivelato altri oggetti, come un vassoio da mensa, un pezzo di coppa in pasta vitrea, intonaci dipinti e tessere di mosaico. Il pozzo è stato scavato e le indagini sulla villa romana continuano. La mostra e il libro sul ritrovamento saranno pubblicati tra l'autunno e la primavera.
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