Distrutte staffa e briglie del monumento equestre. Il gesto ripreso dalle telecamere, arrestato il vandalo La sua bravata è durata pochi minuti, giusto il tempo di arrampicarsi in cima alla statua equestre e danneggiare la staffa sinistra e la briglia del cavallo, sul quale troneggia l'eroe garibaldino Giuseppe Missori, al centro dell'omonima piazza. L'uomo, Massimo A., 43 anni, con precedenti per danneggiamenti, ripreso anche dalle telecamere, è stato arrestato e dovrà rispondere dell'accusa di danneggiamento aggravato. Il fatto è avvenuto alle 11.30 di ieri mattina e ad interrompere lo show è stato un cittadino che ha avvertito la polizia. L'emulo dell'eroe della campagna di Sicilia, partito al seguito dei Mille e salito agli onori delle cronache per aver salvato Garibaldi durante un'imboscata, è solo l'ultimo dei vandali che da qualche tempo scorrazzano in città. Prima era toccato alle Mucche d'artista della Cowparade, incendiate, danneggiate, rubate nonostante destinate ad un'asta di beneficenza. Poi, un trattamento analogo è stato riservato alle opere del maestro Botero. Con quella «W» disegnata con una bomboletta spray tra le gambe della donnona in bronzo in piazza della Scala, che è stata cancellata ieri dai curatori della mostra. «Gesto insano di un idiota», hanno detto in coro critici d'arte e amministratori. Non abbastanza per placare l'artista secondo il quale «esporre un'opera in un luogo pubblico è una dichiarazione di confidenza sulla civiltà del pubblico». Ieri, sul danneggiamento della statua equestre di Missori, è intervenuto il vicesindaco Riccardo De Corato: «È stato sfregiato uno dei simboli di Milano», ha detto, aggiungendo di essere preoccupato per «una situazione più complessa di accanimento nei confronti della città, in cui vengono rotti giochi per bambini, sfondati portoni delle chiese, sfregiati monumenti storici e sculture» .Una situazione «grave» sulla quale «è necessario -ha precisato - che tutte le istituzioni, gli opinion leader e la società civile facciano una riflessione profonda. A volte si fa sociologia sul fenomeno del vandalismo, giustificando chi compie questi gesti. Invece servono misure mirate per arrivare a soluzioni concrete». Un esempio, secondo De Corato, sono gli interventi repressivi messi in atto dal Comune in difesa delle Colonne di San Lorenzo: «Quando siamo partiti si sono levati subito cori di proteste, poi, invece, si è visto che questi provvedimenti sono serviti a tutelare il patrimonio delle Colonne».