Aggiungi un posto a tavola oggi, aggiungine uno domani siamo già arrivati a 210 coperti già prenotati in un noto locale della zona. È il minimo che si possa fare per salvare la basilica dei Ss. Pietro e Paolo all'Eur. Quella col cupolone che si vede anche da lontanissimo, alla fine di una larga scalinata monumentale, simbolo spirituale nel quartiere simbolico per eccellenza e perciò a lungo sottoposto a scomunica. Sarà una cena bipartisan di auto-finanziamento, aperta a tutti, politici di destra, sinistra, centro, parrocchiani e non. Organizzata da Paolo Pollak, ex presidente del XII Municipio, ieri Forza Italia, oggi Udeur, e perciò adattissimo al ruolo di trait-d'union. Le modalità ricordano da vicino le cene elettorali che servono a finanziare le campagne dei candidati. Quota base per aderire 100 euro, (ma in molti daranno di più). Ad esempio, tutti sono sicuri che il ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli, che ha studiato da ragazzo e ora abita all'Eur, stasera darà l'esempio. E non è escluso che forse ci sarà anche sua moglie, Barbara Palombelli. Altri che avrebbero aderito rischiano di restare fuori perché i posti sono tutti occupati. Urgono fondi, servono per i lavori di restauro della chiesa che un anno fa, quando alcune lastre di marmo si staccarono dalle facciate, cominciò a scricchiolare e a perdere pezzi. Rutelli, già da sindaco in passato dimostrò attaccamento per la chiesa di viale Europa e presenziò all'inaugurazione della nuova passerella per l'accesso dei disabili. La basilica è opera di Arnaldo Foschini che la realizzò in collaborazione (e spesso in contrasto) con Alfredo Energici, Tullio Rossi e Costantino Vetriani. Hanno già detto sì all'invito di Pollak: Verzaschi, Ciocchetti, Cioffarelli, Riccardo Milana, D'Ubaldo, Ranucci, Di Stefano oltre a Paolo Cuccia e Mauro Miccio, rispettivamente presidente e Ad di Eur Spa e al presidente del Municipio Patrizia Prestipino. Ai tavoli siederanno commercianti, rappresentanti dei circoli sportivi e imprenditori. «Non ci aspettavamo un numero di adesioni così alto - commenta soddisfatto il parroco - è una bella risposta, un modo francescano di reperire risorse».