Lo ha detto il professore Paolo Bruschetti commentando i risultati ottenuti dalla terza campagna di scavi che sono stati presentati sabato nella "Sala Antiquarium" di Carsulae. Il responsabile di zona della Soprintendenza dell'Umbria ha anche rilanciato l'importanza di un'area acrheologica ritenuta «tra le più belle ed importanti del centro Italia». Alla luce dei nuovi reperti trovati dal gruppo di studenti coordinati dalla professoressa Jane Whitehead (qualche moneta, l'immagine di un Cupido e un fermacapelli di epoca romana), l'impegno della Soprintendenza è quello di potenziare ulteriormente un'area che, come ha ricordato lo stesso professore, fino a qualche anno fa era soltanto conosciuta per il suo stato d'abbandono. Ora, invece, non solo si pensa già alla quarta campagna, che probbabilmente partirà il prossimo anno, ma anche a rendere più fruibile l'impianto termale che venne scoperto, negli anni '50, con gli scavi coordinati da Umberto Ciotti. Oggi invece sono studenti provenienti dagli Usa o dall'Inghilterra a proseguire i lavori. Si tratta di giovani aspiranti archeologi che frequentano le più prestigiose università degli States o inglesi, che prima di terminare gli studi hanno la possibilità di venire a Carsulae per seguire i lavori guidati dalla professoressa Whitehead che da anni ha ripreso in mano i vecchi appunti di Ciotti. A loro, di tanto in tanto, si aggrega anche qualche ragazzo italiano. Così al termine delle sei settimane di lavoro si organizza, come è successo sabato pomeriggio, la consueta conferenza per illustrare i risultati raggiuti. E quest'anno il fatto di avere riportato alla luce, tra l'altro, oggetti come un ago, una spilla e una perla è un aspetto che va in parte a confermare una delle teorie della ricercatrice americana. «La mia tesi - ha detto la professoressa nel corso della sua relazione finale - è quella che l'impianto termale di Carsulae era frequentato per lo più da donne e i resti che abbiamo riportato alla luce in parte lo confermano». E l'immagini dei cupidi, che in sostanza sono dei bambini, disegnati su quelle che dovevano essere le porte d'ingresso alla piscina termale è un elemento in più per azzardare un'altra ipotesi. «Forse - aggiunge ancora la professoressa della Georgia - si trattava di una struttra frequentata da donne in stato di gravidanza». Dunque l'impegno della soprintendenza si farà ancora più deciso. «Abbiamo intenzione - ha detto il responsabile della soprintendenza - di arricchire questo impianto con degli accessori come ad esempio i corrimano per rendere tutta la struttura più fruibile». Per ora, comunque, l'occasione in più per visitare un sito archeologico che riserva sempre un suo fascino è data dalla possibilità di entrare nell'area anche di sabato sera, con un'apertura straordinaria fino alle 23.