Da oggi infatti partiranno - o meglio ripartiranno - i lavori di restauro del "Sallustiano", impacchettato già nel 2006, prima che la Soprintendenza ai Beni culturali decidesse di evitare l'esecuzione dei lavori contemporanea con l'obelisco di piazza del Popolo, adesso tornato al suo splendore. La Soprintendenza, adesso, ha affidato il cantiere a una ditta privata, che oggi comincerà l'intervento. «Si è finalmente concluso l'iter burocratico per il rilascio dei permessi riguardanti l'obelisco di Trinità dei Monti - spiega Giorgio Cinti, amministratore unico della società privata che si occupa di sponsorizzazioni per il restauro di Beni Culturali - Una concessione di otto mesi, che servirà a verificare lo stato del monolite, specialmente in merito alla presenza di un fuori asse, nonché a comprendere l'entità e la durata degli interventi da compiere». In pratica si tratta di un monitoraggio della struttura, per verificare la situazione e compiere poi un restauro "mirato". L'operazione, finanziata attraverso il meccanismo della pubblicità sui ponteggi, «sarà eseguita nel pieno rispetto dello spettacolare contesto architettonico e culturale in cui opereremo - aggiunge Cinti - e nella logica della collaborazione tra pubblico e privato che, in concreto, vuol dire una particolare attenzione ai beni culturali». Lo stesso intervento doveva essere messo in atto lo scorso anno. Anche allora, a fine aprile. furono sistemati i ponteggi per "impacchettare" il monumento, in attesa di avviare i lavori. Poi, con una lettera indirizzata alle varie Soprintendenze interessate, Luciano Marchetti, in qualità di soprintendente regionale, ha chiesto di rinviare il monitoraggio sull'obelisco di Trinità dei Monti, per evitare che fosse coperto dalle impalcature contemporaneamente a quello di piazza del Popolo, allora interessato dal restauro. L'obelisco Sallustiano - alto 13,91 metri, con il basamento di 30,45 metri - fu realizzato in epoca romana imperiale ad imitazione degli obelischi egiziani, copiando geroglifici dei faraoni Seti I e Ramesse II: decorava gli Horti Sallustiani. Fu donato nel 1783 al papa Clemente XII dai Ludovisi e trasportato presso il Laterano senza però farlo rialzare; fu eretto davanti alla chiesa della Trinità dei Monti, in cima alla scalinata che sale da piazza di Spagna, nel 1789, per volere di papa Pio VI a opera dell'architetto Antinori.