Il ministro: «Sosteniamo la candidatura di Napoli al Forum del 2013 e il festival del teatro. Alla Rai più Dante e meno Isola dei famosi» Ciro Cenatiempo «La violenza si insinua costantemente nell'immaginario contemporaneo. A questo fenomeno dobbiamo porre un argine, anche attraverso la legge di riforma della censura. Lo Stato deve perdere il ruolo di supercontrollore, favorendo l'autoregolazione delle produzioni cinematografiche, ma tenendo d'occhio i più giovani, i bambini. Il rischio, per loro, è l'emulazione. Siamo orientati ad abbassare la soglia di sbarramento ai dieci anni: è la fascia nella quale si inizia ad avere la percezione della differenza tra il reale e la fantasia. In prospettiva dobbiamo sostenere le famiglie, con adeguati strumenti di fruizione consapevole dei media». Il ministro per i Beni Culturali, Francesco Rutelli, incontrando ieri i giornalisti in Campania, prima all'Ischia Global Film Music Fest, poi al festival del cinema per ragazzi di Giffoni, ha tracciato il prossimo scenario d'azione istituzionale sul tema della censura. « Il meccanismo - ha aggiunto - è liberale, non repressivo e credo che sarà bene accettato: useremo questi giorni, prima della discussione di venerdì in consiglio, per una ulteriore concertazione. Se la legge sarà approvata, inizierà l'esame parlamentare che spero sia rapido». Il nemico da combattere non è il sesso, ma la violenza delle immagini. «Non ci occupiamo più della censura come avveniva negli anni Sessanta, chiederemo una forma di autocertificazione ai produttori, con una commissione che avrà una funzione di verifica e di intervento. Avremo due anni di transizione per sperimentare la formula». Dal dibattito in consiglio dei ministri era emerso che una cosa sono i cinema, le cassette, dvd, le tv via cavo, pay per view; mentre altra cosa è la rete, il web: un tema molto complesso. Non slegato del tutto, però, da altri effetti mediatici poco gradevoli, secondo il ministro. «Non mi piacerebbe che si parlasse tanto delle opinioni di Vanna Marchi e di Fiorani che, a quanto pare, ci fanno le prediche in televisione, di nuovo sul servizio pubblico a spese di chi paga il canone. Pontifica proprio chi non ha da dare grandi esempi ai nostri concittadini». Tornando alla nuova normativa, questa deve essere decisiva su alcuni punti-chiave, quali la pubblicità: «Se un film è limitato a una certa età, al cinema, sarebbe paradossale mostrare trailer con immagini incompatibili: la pubblicità deve essere coerente». Rutelli har apprezzato il successo dell'evento di Ischia, che fa pendant con il festival di Giffoni (qui ha incontrato nel pomeriggio i giovani giurati e a loro ha promesso «più cultura in tv e meno Isole dei famosi», aggiungendo: «Quest'anno la programmazione della Rai aumenterà di livello, avremo il Dante di Benigni e l'orario di messa in onda di "Palcoscenico" sarà anticipato»). A Ischia, poi, Rutelli si è soffermato sugli investimenti del governo. «Napoli e la Campania - ha detto - hanno vinto la gara con le altre città italiane, per il festival del teatro: è un appuntamento internazionale, a dimostrazione delle qualità storiche, dei nomi che fanno la gloria di Napoli, ma anche della capacità di organizzarsi, di proporsi quando tutte le energie girano nella direzione giusta: riceve dal governo 5 milioni di euro per tre anni, e avvia un rapporto molto particolare tra il teatro, la cultura, il mare. Inoltre abbiamo candidato, con buone speranze, Napoli al Forum mondiale delle culture per il 2013: ho reso disponibili ulteriori 5 milioni di euro per la candidatura e il sostegno all'organizzazione. Vogliamo che in questo momento difficile non manchi il sostegno concreto alla ricchezza culturale e civile di questa regione». Un investimento «di fiducia», per lanciare un messaggio di vitalità. «Per i beni culturali il ministero - ha ricordato infine Rutelli - ha attribuito nove milioni e mezzo di euro per la programmazione ordinaria per la Campania e, nel triennio, altri dieci milioni e ottocentomila attraverso la programmazione del gioco del lotto: tra gli interventi, quelli per la Reggia di Caserta, la Certosa di Padula, e la Mostra d'Oltremare».
RUTELLI A ISCHIA E GIFFONI Campania, investiamo in cultura
Il ministro per i Beni Culturali, Francesco Rutelli, ha parlato di censura e violenza nei media. Ha sostenuto la candidatura di Napoli al Forum mondiale delle culture per il 2013 e ha promesso ulteriori investimenti per la cultura e il teatro in Campania. Ha anche parlato della legge di riforma della censura, che prevede una forma di autocertificazione ai produttori e un meccanismo di verifica e intervento. Rutelli ha anche criticato la Rai per la sua programmazione e ha promesso di aumentare il livello della programmazione. Ha inoltre parlato dell'importanza di proteggere i bambini dai contenuti violenti e ha promesso di sostenere le famiglie con strumenti di fruizione consapevole dei media.
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