Gentile signor Mantero, gentili sindaci del Lago di Como, permettetemi una riflessione sulla vicenda che ha visto il signor Clooney intervenire sul progetto di "valorizzazione" di Laglio recentemente proposto e poi ritirato dalla giunta comunale. Qualche anno fa il celebre attore americano si innamora di Laglio, della sua quiete, della sua atmosfera fatta di proporzioni, di colori, di scorci che purtroppo in tante altre parti del mondo non esistono più o, forse, non sono mai esistiti; Clooney trova a Laglio un mondo idealizzato che esiste ancora; un mondo che gli italiani... hanno saputo conservare e che oggi è proprio quello che un certo tipo di turismo cerca con sempre maggiore desiderio. A Clooney piace da morire lo sciabordio delle acque nel porticciolo; gli piacciono quelle stradicciole e quelle scalette chiuse tra i muri delle case dai quali escono il verde intenso della canfora, i pallidi rosa delle ortensie, i profumi del gelsomino e dell'Olea Fragrans. Ecco: Clooney ha trovato il suo paradiso; quello che, prima di lui, Carlotta di Brunswick, Stendhal e chi più ne ha più ne metta, trovarono sulle vostre magiche rive. Inorgogliti e ingolositi da tanto successo cosa pensano gli italiani d'oggi, figli e nipoti di coloro che tanto Patrimonio costruirono e integrarono senza mai tradirne lo spirito? Pensano che è ora di cambiare, di "aggiornarsi", di adeguarsi alle nuove (in realtà vecchie e superate) esigenze e quindi che è ora di chiudere il vecchio porticciolo, che bisogna mettere delle comode scale mobili al posto delle antiche stradine che odorano di lago, che bisogna fare i parcheggi sotterranei per tutti quei turisti che si metteranno in coda sulla Regina invece di prendere un battello della Navigazione così lento e fuori moda!; nello stesso tempo a Lecco pensano che ci vuole un bel porto che ospiti tanti bei motoscafi ai piedi di immensi casermoni a nove piani. Ma, chi l'avrebbe mai detto, Mr. Clooney dice: se fate queste stupidaggini vendo casa e me ne vado a cercare quello che ho trovato qui da un'altra parte. Grazie, Mr. Clooney! Il suo amore per il nostro Paese ha fatto il miracolo laddove la cecità dei nostri amministratori - figli di tanti padri - ha loro impedito di comprendere quale tesoro di bellezza, di cultura e di sapienza hanno ereditato e devono gestire con diligenza non museificandolo (vorrebbe dire ucciderlo) ma integrandolo con rispetto. Che strano! È stato più forte il suo amore di uomo che viene da lontano di quello di chi in quei posti è nato e cresciuto! Signori sindaci: errare humanum est! ...nella speranza che non vogliate entrare nel già folto gruppo dei diabolici amministratori che hanno sperperato il loro e nostro tesoro. direttore generale culturale del Fai