È stato presentato ieri ad Anzio da Goletta Verde, la campagna di Legambiente realizzata con il contributo di Vodafone Italia, Italgest Mare e la collaborazione del ministero dell'Ambiente e tutela del territorio e del mare, il Dossier scarichi illegali nella Regione Lazio 2007, stilato dall'Osservatorio Ambiente e legalità di Legambiente Lazio. Nel 2006 sono stati 1.808 i fenomeni di illegalità ambientale accertati nella regione Lazio, che si è così aggiudicata un triste quinto posto nella classifica nazionale, contribuendo ad alzare la media italiana dell'otto per cento. Alla situazione degli scarichi illegali nelle province laziali è stata dedicata un'indagine sul campo che ha avuto come oggetto anche discariche a cielo aperto, ecomostri e abusi edilizi. Le situazioni più gravi sono state riscontrate a Cerveteri e Ladispoli; a Viterbo, dove la cartiera di Tuscania ancora non ha messo in regola i propri scarichi; fino ad arrivare a Montopoli in Sabina, dove gli acquedotti da vent'anni non vedono interventi di manutenzione. Secondo la Guardia di Finanza nel biennio 2005-2006, il livello di efficienza della rete della depurazione esistente è assolutamente negativo e sconfortante: su 162 controlli, ben l'87 ha riscontrato esiti di non conformità. A questi dati, vanno affiancati quelli relativi ai controlli del Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, che ha svolto sul territorio della nostra regione 289 controlli, a seguito dei quali sono state riscontrate 59 infrazioni alle normative ambientali, 1 controllo ogni 5 ha potuto riscontrare violazioni e illeciti di ordine ambientale. Nel Lazio il 21 degli scarichi civili non è allacciato alla rete fognaria, mentre il 29,5 non è sottoposto a depurazione: sono il 9 della popolazione regionale i residenti non allacciati solo nei capoluoghi di Provincia, l'equivalente di una città grande come Venezia», ha commentato Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio. Inoltre, i risultati dei controlli effettuati nel biennio 20052006 dalle Capitanerie di Porto di Roma, Civitavecchia e Gaeta hanno evidenziato 649 infrazioni alla legislazione ambientale, demaniale, della sicurezza della navigazione e della pesca, il 45 per cento su 1.430 siti controllati.