Un percorso archeologico dallantico al moderno Gli scavi hanno rinvenuto muri costruiti con le anfore, unici fino ad oggi Sarà visitabile grazie a percorsi protetti corredati di pannelli informativi -------------------------------------------------------------------------------- Un mercato degli schiavi, lunico giunto fino a noi. Questa lipotesi avanzata dallo storico Andrea Carandini davanti al grande scavo eseguito dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali nel cuore di Testaccio, davanti ai Mercati generali, dove sorgeva il campo di calcio dei "pulcini" della Roma. Ieri il sindaco Veltroni ha fatto un sopralluogo, insieme al Sovrintendente Angelo Bottini e agli assessori Morassut, Rizzo, Calamante e DAlessandro, al cantiere della Sovrintendenza: atto formale che segna il via libero definitivo alla sistemazione di tutta larea dove sorgerà il nuovo mercato rionale di Testaccio, un centro commerciale, una residenza per studenti universitari, un parcheggio e, sotto a tutto ciò, un grande museo dellarea archeologica, un percorso corredato di pannelli esplicativi in cui si potrà entrare nelle ore di apertura dei negozi, immergendosi dal mercato dei nostri giorni al mercato romano, datato dalla fine della repubblica fino al III secolo d. C. Ma del percorso archeologico faranno parte anche le scoperte relative ai periodi successivi, da quando il mercato fu abbattuto e sostituito da vigne e frutteti, al casale rinascimentale che costruito qui fino alle fondamenta dei "villini" popolari dellinizio del '900. «Abbiamo scoperto molto di più di quanto ci aspettavamo», spiega Renato Sebastiani, larcheologo della Sovrintendenza con delega agli scavi di Testaccio. «Tutto quanto resterà visibile. Avevamo previsto di fare un museo coperto di 3mila metri quadrati, ma dopo le ultime scoperte lestensione è praticamente raddoppiata». Il grande scavo infatti ha portato alla luce lintera struttura degli enormi magazzini, parte dei quali avevano "camere" dalla porta molto stretta, cosa che ha fatto pensare, appunto, a celle per schiavi piuttosto che a depositi per merci. Ma il sito è pieno di elementi sorprendenti: interi muri fatti di anfore sovrapposte e riempite con cocci di anfore, un tipo di costruzione risalente alla fine della repubblica romana che è stato trovato solo qui; e ancora, grandi quantità di anfore con cui si trasportava vino dalloriente, mentre si pensava che la maggioranza di quelle sbarcate al porto di Roma contenessero olio spagnolo. E ancora, tracce di sacrifici animali. «Quello che rende straordinario questo scavo», spiega il Sovrintendente Bottini, «è che si tratta non di case ma di strutture produttive che possono dirci molto sugli usi di quel tempo». Il museo sarà visitabile anche per chi non è esperto di archeologia - «è tutto molto leggibile», spiega Sebastiani - attraverso un percorso protetto con punti di sosta allinterno degli scavi, dentro il nuovo mercato ci sarà uno spazio espositivo con in mostra parte dei 1500 reperti rinvenuti. Ma la Sovrintendenza sta pensando a visite guidate a giorni e orari fissi, allargate anche alle altre aree archeologiche di Testaccio: il porto romano e il Monte dei Cocci. Per questo ieri è stato chiesto al sindaco Veltroni che il Monte dei Cocci venga riaperto: «Ne parlerò col sovrintendente La Rocca», ha risposto il sindaco «Se è possibile lo faremo».