È tornato dopo quasi vent'anni nella Soprintendenza dove ha mosso i primi passi da giovane ed entusiasta funzionario. L'entusiasmo c'è ancora, così come intatto è l'amore per l'archeologia e per il territorio che ha contribuito a tutelare e valorizzare. Angelo Maria Ardovino è stato nominato al vertice della Soprintendenza archeologa di Salerno, Avellino e Benevento - il fax del ministero per i Beni e le attività culturali è arrivato nella tarda serata di giovedì - dopo quasi due mesi di valzer di decreti e pronunciamenti e la guerra, non certo voluta, con il collega Mario Pagano per l'avvicendamento alla poltrona retta fino al 31 maggio da Giuliana Tocco Sciarelli. C'è, però, un'ombra dolorosa a velare la felicità del primo giorno da capo. Manca un volto, forse il più caro, tra i tanti visi che gli fanno corona affettuosa al suo ingresso a palazzo Fiore. A pesargli è l'assenza di Antonella Fiammenghi, la direttrice dell'area archeologica di Velia, scomparsa prematuramente un mese fa. «È venuto meno non solo un elemento cardine di questo ufficio, insostituibile per capacità professionale, dedizione al lavoro e creatività progettuale - sono le uniche parole che riesce a dire - ma ho perso soprattutto un'amica, una vera amica. Con lei ho condiviso fatiche e gioie». Ardovino in passato si è molto occupato dell'Avellinese: fu lui l'artefice del restauro dei preziosi mosaici di Lauro di Nola. «Forse la cosa più bella che ho fatto - confida - dopo il recupero delle tombe dipinte di Paestum». Infine il grande salto: dopo la collaborazione nei ruoli direttivi all'Istituto centrale per il restauro, la nomina a soprintendente archeologo della Lombardia. E ancora mostre, tantissime e importanti, come quelle dedicate ai Comensi e alla necropoli di Arsago, restauri di monumenti abbandonati, battaglie in difesa del patrimonio storico condotte anche contro enti pubblici, pubblicazioni di rilievo. Infine, l'ulteriore promozione a ispettore centrale del ministero. Ora è di nuovo in prima linea, pronto ad altre sfide, altre avventure.