Serve un intervento massiccio per la Sala degli Elementi: costerà tra i 600 e i 700mila euro, di cui 150mila l'anno per il cantiere LA TECNICA Cavi d'acciaio per sostenere il Palazzo Gli strumenti della facoltà di ingegneria per curare gli affreschi del Vasari «NON C'È MOTIVO di usare toni allarmistici, il Palazzo è "anziano", ma non è malato grave». Lo dice l'architetto Claudio Mastrodicasa, responsabile della Fabbrica di Palazzo Vecchio, il servizio del Comune che segue la manutenzione e la cura di quello che è uno dei monumenti più famosi (e fotografati) del mondo. Dalla repubblica fiorentina ai fasti dei Medici, Palazzo Vecchio è un gigante con 7 secoli di storia alle spalle. Un gioiello prezioso e delicatissimo («abbiamo il corrispondentedi5campi di calcio di superfici decorate»), risultato dell'accorpamento di diverse strutture, che ha bisogno di cure e attenzioni continue. «La vera urgenza - spiega Mastrodicasa - era quella della lesione riscontrata nel camminamento di ronda: una crepa passante di 35millimetri di spessore e larga tra i 12 e i 16 millimetri, con tendenza ad aumentare». È stata affrontata nel2006conunintervento realizzato dalla Fabbrica e condiviso con la Sovrintendenza: «L'operazione si definisce di "cucitura": ha interessato gli angoli nord-est e sud-est del palazzo, dove, in fori di circa 6 centimetri, sono state inserite barre d'acciaio». Un intervento analogo era già stato effettuato, con tecniche diverse, nel 1970 all'angolo sud-ovest, più o meno in corrispondenza del David. Proprio queste "cure", indispensabili per l'integrità del palazzo, hanno poi reso necessario un ulteriore lavoro, oggi in corso: lungo il camminamento è stata realizzata «una cerchiatura - spiega Mastrodicasa - con cavi di acciaio inox, di derivazione nautica». Lo scopo è quello di «dare omogeneità - continua l'architetto -: è indispensabile, perché l'operazione di cucitura ha introdotto una nuova rigidità nella struttura; con la cerchiatura le tensioni vengono distribuite su tutto il camminamento». Un intervento «totalmentereversibile. E in questo modo il quadro fessurativo è sotto attenzione e sotto controllo». Arrivati ad un punto sul camminamento, «ora la criticità più grossa - racconta Mastrodicasa - è la Sala degli Elementi». L'architrave dell'ingresso si è spostato: «Significa che c'è movimento: il palazzo ingloba più strutture e quello, in particolare, era il muro di due case diverse ». Per quel che riguarda gli affreschi, carta giapponese è stata applicata sulla superficie dipinta per la velinatura, che mantiene l'aderenza della pittura al muro in corrispondenza delle fessure. L'architrave del caminetto è segnata e le pareti presentano alcune crepe: «Una delle ipotesi che mi sembra più plausibile è che il solaio sia stato irrigidito troppo in seguito al rifacimento del pavimento alla fine degli anni Settanta: è possibile che sia stata inserita una rete termosaldata ». Insomma, è necessario «un intervento massiccio: ma non perché gli affreschi corrano il rischio immediato di cadere; certo è il momento di mettersi in moto». Costo dell'operazione, secondo l'architetto, intorno ai 700mila euro e il solo cantiere in via della Ninna ha un costo fisso di 150mila euro all'anno: «L'intervento nella sala degli Elementi - spiega l'assessore alla cultura Giovanni Gozzini - lo abbiamo inserito tra quelli prioritari del piano triennale, e abbiamo chiesto fondi anche all'Ente Cassa di Risparmio». Oltrepassata la Sala degli Elementi, c'è il Terrazzo di Saturno: un panorama mozzafiato, da piazzale Michelangelo a S.Croce. Il soffitto di legno dipinto «è quasi completamente velinato, per proteggerlo dallo smog: quel tipo di pittura è molto delicato» dice Mastrodicasa. Tra le soluzioni, la chiusura del terrazzo con lastre di vetro speciale, ma la sovrintendenza ha sospeso il parere da diversi anni. Intanto, a far due conti, per mantenere in salute Palazzo Vecchio, c'è bisogno di circa un milione di euro all'anno. «Ma come fa l'amministrazione a garantire tutto? - conclude Mastrodicasa - è giusto che la fiscalità fiorentina finanzi da sola la conservazione di un bene ammirato da tutti?». Il caso Il dipartimento di Elettronica e telecomunicazioni della facoltà di Ingegneria dell'Università di Firenze studierà con strumentazione per la radiodiagnostica e la geotermica la Sala degli Elementi di Palazzo Vecchio. Le crepe negli affreschi del Vasari, sotto controllo ormai da qualche anno, ora sembrano aver bisogno di una cura «definitiva». Una convenzione in tal senso sta per essere firmata dall'assessore alla cultura del Comune, Giovanni Gozzini, e dal direttore del dipartimento Carlo Atzeni. La conferma arriva dallo stesso assessore dopo l'allarme lanciato negli ultimi giorni sulla stabilità degli affreschi di una delle sale più conosciute dell'antico palazzo, la cui progettazione è attribuita ad Arnolfo di Cambio, che avrebbe ideato la struttura più famosa di Firenze alla fine del Duecento. Al momento, anche se ci sono alcune ipotesi, le motivazioni e la portata delle crepe nella Sala degli Elementi non sono chiare: «Quando lo studio dell'Università sarà terminato, spiega Gozzini, «sapremo esattamente la consistenza delle crepe e potremo intervenire». L'assessore spera che la convenzione con l'Università possa diventare «una collaborazione stabile» consentendo all'Amministrazione un notevole risparmio: «I lavori di restauro - conclude Gozzini - sono inseriti nel nostro bilancio come "straordinari" ma, in realtà, sono per Palazzo Vecchio ormai "ordinari"».
Palazzo Vecchio, un milione di euro per tenerlo in salute
Il Palazzo Vecchio di Firenze ha bisogno di un intervento massiccio per la manutenzione e la cura della sua struttura. La Sala degli Elementi è stata segnata da crepe e l'architetto Claudio Mastrodicasa ha spiegato che è necessario un intervento per dare omogeneità al camminamento. Il costo dell'operazione è stimato tra i 600 e i 700mila euro. Inoltre, gli affreschi del Vasari sono stati velinati con carta giapponese per proteggerli dallo smog e il terrazzo di Saturno ha bisogno di un intervento per mantenere la sua stabilità.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo