Vi ricordate il vecchio museo? Percorsi preordinati, un'aria polverosa, e fogli o pannelli appiccicati alle pareti, ricchi di dense e minuziose spiegazioni che la maggioranza dei visitatori non arrivava a leggere. Ora tutto questo sta per cambiare in modo radicale rispetto al museo di ottocentesca memoria. Ma ciò che vi è di più sorprendente è che i progettisti di un museo tecnologico si richiamano alle emozioni suscitate dalla camera delle meraviglie. Lo spiega Ettore Lariani, architetto-designer del Politecnico di Milano, responsabile dei Laboratori di disegno industriale orientati alla valorizzazione dei Beni culturali, autore insieme ad altri di "Museo sensibile", un libro pubblicato da Franco Angeli. Nel laboratorio didattico diretto da Lariani sono stati sfornati e si continuano a studiare progetti avveniristici, che prevedono l'uso di rilevatori di presenza, sensori di prossimità, macchine parlanti, oleogrammi che proiettano oratori virtuali, proiezioni, fruizione dei suoni da soffitti e pavimenti, programmi su schermo con possibilità di link. "Il rapporto con il museo cambia. Si cerca di coinvolgere entrambi gli emisferi dell'utente, che prima lavoravano in maniera alternata guardando le opere e leggendo i pannelli", spiega Lariani. "I vecchi percorsi rigidamente preordinati rischiano di essere scompaginati dall'uso del palmare, che è già stato introdotto alla Tate Gallery. In questo modo il visitatore può girare come vuole. Un progetto simile è stato approntato dagli studenti del laboratorio anche per gli scavi di Pompei. Bisogna ora vedere se verrà dimostrato un interesse ad applicarlo concretamente". Il vecchio pannello potrebbe essere sostituito da schermi ultrapiatti, con la possibilità per l'utente di interagire con il monitor. Un'altra possibile soluzione è quella di usare i rilevatori di presenza, che fanno scattare le descrizioni vocali avvicinandosi all'opera. "Bisogna cominciare a pensare ad un museo diffuso sul territorio", afferma Lariani. Per la fine dell'anno è prevista proprio una manifestazione "museale" di questo tipo, nel quartiere popolare di Librino, a Catania. Saranno le facciate degli edifici a fare da museo. Qui verrano esposte fotografie e proiettati filmati. In più sarà possibile visionare opere-video che si potranno scaricare dalla rete in apposite postazioni diffuse. Le opere stesse, a loro volta, saranno fornite dagli artisti via rete. Gli utenti avranno un ruolo attivo nella produzione delle opere da proiettare sui muri. Potranno infatti produrre "pacchetti" di filmati che poi verranno proiettati.