Dal 1 agosto si liberano dei posti al ministero per i beni culturali. Ma se siete uno o una dei tanti precari in cerca di lavoro trattenete le aspettative. Sono posti da dirigente, senza curriculum pronto nel cassetto difficilmente potrete sperare di collocarvi e poi i giochi per quei posti si fanno adesso. E, ancora, pensateci, prima di bussare alle porte dell'arte gestita dallo Stato: i confederali Cgil, Cisl e Uil, gli autonomi Flp, Unsa e Intesa protestano perché presso l'Aran, agenzia che contratta per conto del goverano, è in corso la trattativa sui dipendenti ministeriali, i sindacati ricordano che i 24mila dipendenti dei beni culturali sono i meno pagati di tutti e se non ottengono risposta immediata minacciano di bloccare tutto: siti archeologici, musei e quant'altro possano bloccare. Fuori dalle battute e tornando ai dirigenti: con la circolare numero 169 datata 12 luglio 2007 il direttore generale Alfredo Giacomazzi comunica che dal 1 agosto ci sono in ballo diversi incarichi da dirigente. Chi c'è adesso arriva a scadenza del mandato dopo i tre anni dalla nomina ma la lettera ha colto parecchi di sorpresa: per i tempi dell'invio. A Roma saltano gli incarichi di direttore generale per gli affari generali, bilancio, risorse umane e formazione (lo stesso Giacomazzi) e per l'archeologia, ovvero Anna Maria Reggiani, unica donna con titolo di direttore generale. In giro per l'Italia si prepara un avvicendamento di direttori regionali per i beni culturali e paesaggistici: via Roberto di Paola dall'Abruzzo, via Paolo Scarpellini dalla Basilicata (il cui incarico è già scaduto il 1 luglio), via Stefano De Caro dalla Campania, via Ugo Soragni dal Friuli Venezia Giulia, via Liliana Pittarello dalla Liguria, via Marco Turetta dal Piemonte, via Pasquale Malara dal Veneto. Al momento la ventata non investe territori come la Toscana (Mario Lolli Ghetti dovrebbe scadere un po' più tardi), Puglia (Martines) o Emilia Romagna (Maddalena Ragni, la cui nomina fece discutere perché è una «amministrativa » e non una tecnica). Gli archeologi perdono l'unico loro rappresentante a guidare i rapporti tra soprintendenze, enti locali e Regione (De Caro) e presumibilmente non gridano di gioia.
BENI CULTURALI Siamo i meno pagati. Sindacati uniti. Soldi, o chiudiamo il museo Italia
Dal 1 agosto si liberano posti al ministero per i beni culturali. Tuttavia, i posti da dirigente sono difficili da ottenere, poiché richiedono un curriculum pronto e la nomina è soggetta a trattative tra i sindacati e l'amministrazione. I dipendenti ministeriali, tra cui gli archeologi, sono i meno pagati e minacciano di bloccare i siti archeologici e i musei se non ottengono risposta immediata. I nuovi dirigenti saranno scelti attraverso un avvicendamento, che coinvolgerà i direttori regionali per i beni culturali e paesaggistici. I sindacati protestano contro la mancanza di rappresentanza per gli archeologi e richiedono un rappresentante tra i nuovi dirigenti.
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