DUE ANNI DI SUCCESSI - Elkann: "Stiamo solo cercando la soluzione migliore per il Museo". Martedì la decisione, i dubbi di Callieri -------------------------------------------------------------------------------- Stupore, incertezza, interrogativi. E alcune spiegazioni laconiche, in attesa che martedì, nel prossimo consiglio di amministrazione, si arrivi alla decisione finale. Ha suscitato non poche reazioni la notizia di un probabile cambio della guardia alla direzione dellEgizio. Come anticipato ieri da "Repubblica", Eleni Vassilika potrebbe non essere riconfermata il prossimo ottobre, a due anni dalla nomina, alla guida del museo di via Accademia delle Scienze. Allorigine della crisi, aperta nel cda di mercoledì scorso (si è già sentita una possibile sostituta, lattuale direttrice del Museo Archeologico di Bologna Cristiana Morigi Govi), la difficile gestione della gara di progettazione per il nuovo Egizio, il cui bando è uscito nelle scorse settimane, per un direttore straniero, esperto di antico Egitto, ma non di legge Merloni e appalti. Questa almeno la versione trapelata, e daltronde non ci dovrebbero essere altri problemi, dal momento che lEgizio ha conosciuto in questi due anni un successo crescente, non certo solo per merito suo, ma non si può dire che lei non vi abbia collaborato. "Non ho niente da dire, non cè niente di ufficiale" ha tagliato corto al telefono dallAustria, dove si trova, la Vassilika. "E vero, si è stabilito un contatto con la direttrice del Museo Archeologico di Bologna Cristiana Morigi Govi, ma questo non significa molto - conferma il presidente della Fondazione Antichità Egizie Alain Elkann. - Conta invece il fatto che nella prospettiva della scadenza della Vassilika, il consiglio di amministrazione si interroghi sul da farsi, con alto senso di responsabilità e alla ricerca di una soluzione che sia la migliore per il museo e per Torino". Se lassessore comunale Fiorenzo Alfieri preferisce non rilasciare dichiarazioni ("si aspetta tra qualche giorno la decisione del consiglio, si opterà per la soluzione migliore"), il presidente della Provincia Antonio Saitta si schiera apertamente a favore dellattuale direttrice: "Il museo ha più che raddoppiato i visitatori, il direttore si cambia quando i risultati sono negativi, non dunque in questo caso. E vero, cè da fare la ristrutturazione e la Vassilika non conosce le nostre liturgie in fatto di burocrazia, ci sono forse anche tensioni nei rapporti, ma si tratta di un personaggio internazionale, quello che cercavamo. Sarebbe un grave errore sostituirlo". Di simile avviso lassessore regionale Gianni Oliva: "Abbiamo sempre detto che lEgizio sta andando molto bene, mi pare una contraddizione sostituire il direttore. E vero, cè il grosso apporto del presidente Elkann, abilissimo a promuoverlo, ma qualche merito ce lavrà pure lei. Pensiamo piuttosto ad affiancarle qualcuno che segua i lavori di ristrutturazione". "Preferirei non esprimermi prima di martedì, il giorno della decisione" dice il vicepresidente della Compagnia di San Paolo Carlo Callieri. Decisione in cui il suo parere conta molto: la Compagnia è infatti il maggior finanziatore della Fondazione per il Museo Antichità Egizie (contribuisce per la metà dei 50 milioni messi a disposizione dai vari soci - gli altri sono Ministero Beni culturali, Regione, Provincia, Comune e Fondazione Crt - per il nuovo Egizio). Callieri tiene però a sottolineare che lunico problema è quello legato ai prossimi cantieri: "Per statuto il direttore ha più poteri di un eventuale tecnico, è il responsabile dei lavori. Alla Vassilika è stato fatto un contratto solo per due anni, proprio perché si nutrivano dubbi sulla possibilità per lei di gestire un appalto così complesso". Spezza infine una lancia in favore dellattuale direttrice leditore Umberto Allemandi: "Sono stupefatto, ho realizzato con lei in poche settimane un catalogo del museo che aspettavo da cinque anni dalla precedente direttrice Anna Maria Donadoni. E persona stimata allestero la Vassilika e ha dimostrato una grossa professionalità qui, trovandosi da sola a lavorare in una fase difficile di un museo in gran parte privo di inventario. E adesso la mandiamo via?"