«Sono rimasto stupefatto per la ricchezza del patrimonio culturale e artistico della città», afferma Carlo Lizzani presentando un documentario con il quale la Provincia di Napoli, che lo ha prodotto con l'assessorato ai Beni Culturali, intende festeggiare il bicentenario della sua fondazione. E in effetti lo stupore del regista - che pure conosceva bene la città avendo girato cinquant'anni fa due documentari sul Sud, ma di cui solo in questa occasione ha approfondito alcuni aspetti - si manifesta nei tre punti esclamativi che accompagnano il titolo dell'opera: «Napoli! Napoli! Napoli!», con il sottotitolo «Una provincia cuore del Mediterraneo». «È un patrimonio che tutti devono conoscere, va utilizzato a largo raggio, bisogna dare gratis questo dvd negli alberghi», prosegue il regista che ha diviso il lavoro delle riprese, durate tre settimane a marzo 2006, con la giovane Francesca Pirani, regalando «un affresco di Napoli e della sua provincia», come ha detto Dino Di Palma. Il presidente della Provincia ha poi parlato di una «testimonianza, una fotografia attenta del paesaggio e delle ricchezze architettoniche pur rispettando la necessità di sintesi». In un'ora, Posillipo e la Sanità, la Certosa di San Martino e la Reggia di Caserta, il chiostro delle Clarisse, le ville del Miglio d'oro, Capri, Ischia, Procida, Cuma, Baia, il «biglietto da visita di Napoli» intriga ed emoziona. A chi presentarlo, ora? Agli Istituti di cultura all'estero, dice il produttore Giacomo Pezzali, e, a settembre, in Messico per sostenere la candidatura di Napoli per il Forum della cultura del 2013. E in Italia? È in corso una trattativa con la Rai e con l'Enit, continua Pezzali, ma Lizzani sbotta contro il degrado culturale della televisione: «Il problema dei beni culturali è più importante di quello dei rifiuti. La cultura è pane», afferma il regista e mette in evidenza il volto accogliente e multiculturale di Napoli che già lo colpì nel dopoguerra, e che trova «più moderna e meno provinciale di Roma, una grande capitale». Può servire questo documentario a bilanciare e compensare la negatività che i media ci mettono sotto gli occhi tutti i giorni? Risponde Lizzani: «Può aiutare i napoletani ad aumentare il loro senso di responsabilità. È una lezione. Avete questo patrimonio, non dico altro. Ma dietro la facciata, del resto, c'è dovunque qualcosa che non va, dietro ai grattacieli di New York, come dietro la Grande Muraglia». E ancora: «Non vogliamo tacere quello che non va, ma intendiamo anche evidenziare le cose positive. Le uniche associazioni anti-racket nel nome di Tano Grasso che funzionano, sono a Napoli. La provincia di Napoli ha il maggior numero di studenti nelle scuole superiori. È anche nelle scuole che questo documentario (realizzato in collaborazione con la Film Commission della Regione Campania) verrà divulgato. E, d'intesa con le associazioni degli albergatori, pensiamo di farne un gadget per gli ospiti». E l'assessore ai Beni Culturali Antonella Basilico conclude: «Senza eccessi in positivo, ma con voce chiara e forte, diciamo che quella di Napoli è la provincia più bella del mondo».