Lunico custode del duomo sta al banchetto davanti alle scale a staccare i biglietti per lingresso alle terrazze Presbiterio e navate hanno i danni maggiori Sono le più visitate senza alcuna vigilanza -------------------------------------------------------------------------------- Nel duomo di Monreale cè chi ripara le tessere dei mosaici e chi se le porta via. Spariscono nelle tasche dei turisti a caccia di souvenir unici. Così il gioiello più ammirato è anche uno dei più depredati. Per entrare nel duomo di Monreale non si passa dallingresso principale, sotto il portico a trifora sovrastato dalle torri fortificate, ma da una piccola porta che dà direttamente sul transetto sinistro. In fondo alla navata, nelloscurità, cè un uomo circondato da attrezzi, secchi e materiali di vario tipo che sta chinato sul pavimento. È un restauratore con unesperienza decennale, è stato chiamato quattro anni fa dalla Soprintendenza a sistemare i mosaici che ornano la pavimentazione del duomo. Sta lavorando ad un buco di grandi dimensioni e non vuole rivelare il suo nome: «È colpa del terreno instabile sottostante ai mosaici - spiega - le tessere si muovono e il continuo calpestio dei turisti, prima o poi, le fa saltare fuori. A volte vengono riconsegnate al custode, spesso spariscono». Solo che di guardiani, allinterno della basilica, non se ne incontra uno. Cè solo un uomo seduto davanti ad un tavolino che chiede a turisti e visitatori un euro e cinquanta per salire sulle famose terrazze, da dove si vede tutta la città. «Il custode in questo preciso momento si è allontanato - risponde se gli si chiede delladdetto alla cattedrale museo - Se ha qualche problema ci sono io». La sua postazione, però, è esattamente dal lato opposto ai mosaici e ai sarcofagi del duomo, dove camminano ogni giorno indisturbati centinaia di turisti. La zona del presbiterio e delle due navate, le parti maggiormente danneggiate, sono incustodite. In fondo al transetto destro la pavimentazione è coperta da un tappeto rosso fissato con del nastro adesivo, due bambini giocando tra loro sono inciampati e lhanno sollevato. Sotto, il mosaico è distrutto, come aveva raccontato il restauratore che stava riparando il lato opposto della chiesa, e mancano pezzi su gran parte della superficie. Sono più gli spazi vuoti che quelli intatti. I bambini, incuriositi, provano toccare e a scalfire le tessere, ma i genitori li fermano. «Spesso non è così - racconta un cittadino di Monreale, anche lui desideroso di rimanere anonimo - la razzia delle tessere dei mosaici va avanti da anni. Lunica area sorvegliata, in realtà, è quella dove lavora il restauratore. I pavimenti, i sarcofagi e altri reperti del duomo sono in balia di turisti e visitatori. Il vero problema è lassenza totale di controlli. In altri luoghi dItalia dinteresse storico e di valore artistico e culturale cè sempre qualcuno che controlla. È inevitabile che chi viene da fuori scriva il suo nome con il pennarello o, come in questo caso, si porti via degli oggetti come souvenir. Mi ricorda quei tifosi allo stadio che per festeggiare si portano via le zolle del campo». Chi è convinto che tutto vada bene ed è deciso a non farsi nemici è il venditore di souvenir fuori dal duomo. Per lui non solo la vigilanza cè, ma è addirittura mimetizzata. «Ci sono, ci sono, è che non li vede. Si nascondono tra i turisti, si vestono come loro».
SICILIA - Razzia di mosaici a Monreale - Mentre è in corso il restauro i turisti portano via le tessere
Il duomo di Monreale è stato colpito da danni significativi, soprattutto nella zona del presbiterio e delle navate, che sono state lasciate incustodite. I mosaici sono stati danneggiati e pezzi sono stati rubati dai turisti. Solo il restauratore che lavora nella zona del transetto sinistro è sorvegliato. Il custode del duomo, che chiede un euro e cinquanta per salire sulle terrazze, non è presente nella zona danneggiata. I turisti e visitatori non sono controllati e spesso portano via oggetti come souvenir. Il venditore di souvenir fuori dal duomo è convinto che tutto vada bene e non si preoccupa della vigilanza.
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