Hanno perso sul fondi dì riqualificazione, ridotti da 600 a 300 milioni di euro dalla cesoia affilata del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ma hanno ottenuto di inserire alcuni paletti destinati a ridimensionare gli effetti del condono edilizio che è finito nel decreto con un valore di 3,35 miliardi di euro. Per questo i tecnici dei ministeri dell'Ambiente, delle Infrastrutture e dei Beni culturali ieri sera cantavano vittoria. I paletti importanti sono due, n primo è il ricorso del meccanismo del «silenzio-rifiuto»; in pratica le amministrazioni coinvolte avranno dai 60 ai 90 giorni per rispondere alla richiesta di condono e dare il proprio benestare. Se non arriva alcuna risposta, vale come diniego. Non è ancora chiaro se il «silenzio-rifiuto» valga per tutte le pratiche o solo per gli immobili situati in aree a vincolo relativo, n secondo paletto prevede che, nel caso siano coinvolte più amministrazioni, se ne occuperà una speciale conferenza dei servizi dove basta un solo «no» per affossare per sempre la richiesta. Né si potrà ricorrere al Tar. Nei corridoi di Palazzo Chigi, dove i tecnici uscivano ed entravano dal Consiglio dei ministri, girava la battuta che quei due paletti erano «polpette avvelenate» che il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli era riuscito a infilare nel testo per diminuire gli effetti di una sanatoria cui lui si era sempre detto contrario. Per il resto lo schema del secondo condono edilizio firmato da Silvio Berlusconi è il seguente. Riguarderà tutti gli abusi fino a un massimo di 750 metri cubi per immobile (circa 250 metri quadri) ultimati entro il 31 marzo del 2003, con l'esclusione di tutte le aree vincolate per ragioni ambientali, paesaggistiche o monumentali. In quelle aree potranno usufruire del condono solo le opere fatte nel rispetto delle norme urbanistiche. Le domande di sanatoria dovranno essere fatte entro.il 31 marzo 2004. Il condono avrà un prezzo variabile da 50-80 a 150 euro per metro quadrato a seconda dell'importanza dell'abuso e della categoria (residenziale o no). Varrà 150 euro per le opere fatte in assenza o difformità della licenza (o concessione) e non conformi agli strumenti urbanistici. Scenderà a 50-80 euro nel caso dì costruzioni senza licenza ma conformi al momento dell'inizio dei lavori. Il pagamento avverrà in tre rate (marzo, giugno e settembre) e sarà salato anche perché, al contrario del passato, i beneficiari dovranno accollarsi le relative spese di urbanizzazione che prima spettavano ai Comuni. Prevista anche una sanatoria ad hoc per le aree demaniali. Per riqualificare le aree abusive andranno 300 milioni di euro. Di questi, 50 finiranno per pagare i costi dell'abbattimento dei «mostri». I Comuni, per sfuggire alle pressioni della malavita, potranno rivolgersi alle ruspe del genio militare. www.corriere.it In rete lo speciale Brutta Italia, in collaborazione con il Wwf, con la possibilità di segnalare gli abusi edilizi e di votare sul condono
Condono da 3 miliardi, tetto a 250 metri quadrati
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha ridotto i fondi per il riqualificazione di aree abusive da 600 a 300 milioni di euro. Tuttavia, i tecnici dei ministeri dell'Ambiente, delle Infrastrutture e dei Beni culturali hanno ottenuto di inserire alcuni paletti nel decreto, tra cui il ricorso del meccanismo del silenzio-rifiuto, che prevede che le amministrazioni coinvolte rispondano entro 60-90 giorni. Se non rispondono, il silenzio-rifiuto è considerato un diniego. Un altro paletto prevede che, in caso di coinvolgimento di più amministrazioni, si possa affossare la richiesta con un solo no in una speciale conferenza dei servizi.
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