Caro Direttore, da un anno la Toscana è all'attenzione di intellettuali, opinionisti, mass media. Tema: la difesa del paesaggio e di un ambiente considerati da tutti unici per la loro bellezza. Ciò è positivo, da forza al territorio toscano e agli strumenti per la sua tutela e valorizzazione. Ma in troppi presentano la Toscana come terra di scempi, devastazioni, eco-mostri. Siamo divenuti il problema paesaggistico del Paese? Quando lo racconto in Europa o nel mondo la gente sorride, incredula. Sì, Monticchiello è un errore urbanistico che oggi non si ripeterebbe. Ciò detto è assurdo scagliarsi contro un'intera esperienza di governo del territorio. Di che Toscana si parla? Ricordo ad Asor Rosa, Erbani e Prosperi che la Toscana è stata la prima a respingere i condoni di Berlusconi, impedendo ai furbi di sanare tanti abusi, poi abbattuti. Da noi i volumi costruiti sono fra i più bassi in Italia (1,8 metri cubi per abitante contro i 3,4 del Veneto, i 3,0 della Lombardia, il 2,3 della media nazionale: dati 2004, e stabili dal 2000). Qui c'è la più alta superficie di aree protette, di foreste e aree marine (presto un'altra nascerà nell'Arcipelago), il 50 del nostro territorio è boschivo (dato in costante crescita), solo il 10 è urbanizzato. Siamo la regione con più siti Unesco e premi ambientali, dalle bandiere blu (15 su 96) a quelle arancioni (32 su 119), fino al massimo di vele blu di Legambiente. La Toscana guida la rete europea contro gli Ogm, a tutela della biodiversità e del paesaggio. Recuperiamo borghi e palazzi storici, ville rinascimentali, teatri del '700, pratiche e mestieri tradizionali, sempre con prevalenti risorse locali. E' cresciuto un appeal internazionale fondato sull'eredità storica e su una moderna idea di sviluppo di qualità. Per questo abbiamo 41 milioni di turisti (il 7 in più dell'anno scorso). Prosperi ha scritto allarmato per il Padule di Fucecchio. Se ci avesse telefonato avrebbe appreso della soluzione varata da regione, enti locali e ministero dell'ambiente: un nuovo impianto di depurazione nell'area del bacino imbrifero che garantirà 2,5 milioni di metri cubi di acqua pulita all'anno, la sistemazione del ciclo idrico e la realizzazione di bacini di accumulo. In ogni stagione il Padule avrà acqua sufficiente. Siamo la prima Regione che ha adottato con Rutelli il Codice del paesaggio e la nostra politica urbanistica è per gli specialisti fra le più avanzate e rigorose d'Italia, specie col nuovo Pit. Insisto: di che Toscana si parla? Il bollettino di guerra diramato dai cento comitati esprime un'idea antagonista non a noi, ma alla storia, alla verità ed agli interessi della Toscana. Un solo esempio. Completare l'autostrada tirrenica è una necessità economica e di mobilità. Chiedetelo ai lavoratori del Porto di Livorno o del polo siderurgico di Piombino, oltreché ai distretti artigianali e rurali della costa! Si può fare col minimo impatto ambientale, con il consenso del 90 degli enti locali (una Val di Susa al contrario!) e a costo zero per lo Stato. Ma fa più chic sparare contro e censire i comitati, quelli che Asor Rosa ora coordina e che dicono no a tutto: quelli contro le moschee, contro la geotermia, l'eolico, il solare; contro un'alta velocità in via di completamento. Eppure puntiamo entro il 2020 a produrre il 50 dell'energia da fonti rinnovabili; a ridurre del 15 i rifiuti prodotti e portare la raccolta differenziata al 55 così da diminuire gli inceneritori e chiudere tutte le discariche. Potenzieremo le ferrovie, tutte, per trasportare in treno mezzo milione di persone al giorno (oggi sono 200mila), riducendo traffico e smog. Chiedo ad Asor Rosa: questo è un programma di sviluppo di qualità o un manifesto cementificatore? A me interessa un'alleanza, vera, tra istituzioni, università, mass media e comitati per arricchire la pratica dello sviluppo sostenibile. Spero interessi tutti. Leggo di una vertenza Toscana. Se punta ad una sintesi alta di dinamismo e qualità vertenza diventerà alleanza. Se invece si vuole colpire la cultura di governo - regionale e locale - che ha portato la Toscana fin qui, ovviamente, così non ci sto. L'autore è presidente della Regione Toscana