Il complesso fa parte di una grande casa risalente al secondo secolo dopo Cristo, tutta decorata con marmi preziosi. La scoperta chiude due anni di lavori Il rinvenimento è avvenuto nel cantiere della Soprintendenza aperto lungo il corso Sono giunti al termine gli interventi, ad opera del gruppo della Soprintendenza agli scavi archeologici delle Marche, che hanno interessato per un lungo periodo il corso di Matelica. E' stato ultimato proprio in questi giorni lo scavo in piazza Garibaldi ed è tornata alla luce un'ultima stanza della grande casa romana appartenente al II secolo dopo Cristo, tutta decorata con marmi ammirevoli e di una bellezza unica. All'interno della sala è stata rinvenuta anche una piscina romana dalla forma arrotondata e con il fondo ancora intatto. Nonostante i secoli che sono trascorsi fino ad oggi la struttura è in buono stato di conservazione e il fascino conservato ancora intatto. Con molta probabilità, secondo quanto ritengono gli esperti che hanno seguito i lavori, il punto in cui è stata riportata alla luce la piscina doveva essere la cosiddetta zona dell'acqua fredda. Già nei mesi scorsi, corredata di mosaici ed affreschi era stata scoperta la grande domus romana e le varie stanze che la costituivano. La stanza rinvenuta in questi ultimi giorni fa parte di un edificio importantissimo, antistante Palazzo Acquacotta, danneggiato parzialmente dalle fogne scavate nel XVIII, XIX e XX secolo, ma salvatosi nel suo complesso. Il resto della casa doveva trovarsi sotto Palazzo Acquacotta e proprio in questi ultimi giorni gli archeologi hanno cercato di riportare alla luce la maggior parte di questa magnifica residenza urbana di epoca imperiale. In prossimità della domus sono state trovate anche delle ossa di altre sepolture dell'antica chiesa medievale benedettina di Sant'Antonio, demolita intorno al 1827. Il ritrovamento della piscina rappresenta l'ultima tranche degli scavi di piazza Garibaldi e chiudono due anni di lavori lungo corso Vittorio Emanuele II. Ora che lo scavo è stato completato tutti gli occhi sono puntati sulla struttura e si cerca di lavorare per fare in modo che lo scavo stesso, considerata la sua importanza, venga valorizzato nel miglior modo possibile. L'ipotesi che si profila come la più probabile e che in breve potrebbe concretizzarsi consiste nel restaurare la piscina e lasciarla visibile al pubblico, senza vetrate ma probabilmente attraverso una balaustra.