Ministro Urbani, lei era contro il condono edilizio e invece adesso è soddisfatto. Come mai? «Perché si profilava una sanatoria urbi et orbi come quella del 1994 e invece l'azione congiunta mia, dei ministri dell'Ambiente Matteoli e delle Infrastrutture Lunardi è riuscita a limitare i danni». Cosa ha ottenuto, in particolare? «Il potere, da parte del ministero dei Beni culturali, di avviare le procedure 'per le demolizioni di opere colpevoli di scempi all'arte e al paesaggio. Poi la tassativa esclusione di ogni tipo di condono di tutte le aree protette di tipo monumentale, archeologico e paesaggistico. Altra conquista è che nelle aree anche non protette ci deve essere l'approvazione della sovrintendenza dei Beni culturali». Si parlava anche delle aree distrutte da incendi... «Esatto. Il testo prevede che il condono non si applica ai territori colpiti da incendi dolosi. Posso dire di essere soddisfatto anche per altre conquiste che ho ottenuto per il mio ministero». Vale a dire? «Alla Arcus spa, la società che si dovrà occupare per valorizzare le opere artistiche e lo spettacolo, andrà il 3 della 1egge obiettivo. Qualcosa come 300-400 milioni di euro all'anno».