Le norme internazionali: restituzione più facile Ritrovare i piedi del Lisippo, staccatisi quando la statua fu issata a bordo. I due pezzi non si potrebbero tenere separati. Potrebbe essere questa la soluzione indicata dal professor Alberto Berardi, ex assessore alla Cultura della Provincia di Pesaro Urbino, ieri sul Corriere della Sera in un articolo di Nestore Morosini. Lasciare i pezzi divisi - il corpo da una parte, i piedi dall'altra - "sarebbe come il presepe senza Gesù Bambino. E allora - dice Berardi - spetta alla nostra marina fare ricerche in collaborazione con i croati nel luogo del ritrovamento a 75 metri di profondità. Un'operazione neanche tanto difficile. Se troviamo i piedi del Lisippo il ministro Rutelli avrà anche la statua senza troppe difficoltà". Senza contare inoltre che l'opera, come stabilisce l'Onu, può essere considerata patrimonio dell'umanità e quindi da conservare nel Paese di provenienza. Insomma, il lungo tira e molla fra Italia e Stati Uniti potrebbe trovare una soluzione. "Quello dell'Atleta di Lisippo - scrive Morosini - è un giallo affascinante". La statua è stata ripescata dal peschereccio fanese Ferri Ferruccio nel 1964. I marinai non denunciarono il ritrovamento alla Sovrintendenza, come sarebbero stati tenuti a fare secondo la legge n.1089 del 1939 allora vigente, ma la vendettero per poche centinaia di migliaia di lire; per di più tale legge come adesso il Testo Unico, che regola la materia dei Beni Culturali e Ambientali, assicura agli scopritori un premio di rinvenimento fino a un quarto del valore del bene ritrovato, e considerato che il Lisippo vale svariati milioni di euro si può dire che non è stato certo un grande affare. La storia della vendita è ovviamente confusa: la ritroviamo a Gubbio, poi in Svizzera; nel 1971 è acquistata da Heinz Herzer un commerciante di Monaco aderente all'Artemis Group, viene sottoposta ai primi restauri ed analisi. Nel 1974 l'esame del radiocarbonio data la statua approssimativamente al IV sec. a.C. e viene formulata la prima attribuzione a Lisippo. Nel 1977 passa al Getty Museum di Malibù (California), dove si trova tuttora. Da allora una battaglia senza esclusione di colpi con denunce e condanne. "Le navi battenti bandiera italiana - ricorda però ancora Berardi - equivalgono in alto mare allo stesso territorio nazionale. E quindi, qualunque bene proveniente dai fondali marini appartiene all'Italia. Come l'Atleta di Lisippo". P. B.
Fano -Trovare i piedi? Impresa possibile
Il professor Alberto Berardi, ex assessore alla Cultura della Provincia di Pesaro Urbino, ha suggerito di lasciare i due pezzi della statua del Lisippo divisi, il corpo e i piedi, per evitare di separarli per sempre. Berardi ha proposto di fare ricerche in collaborazione con i croati nel luogo del ritrovamento a 75 metri di profondità per trovare i piedi della statua. L'opera, considerata patrimonio dell'umanità, potrebbe essere restituita all'Italia. La statua è stata ritrovata nel 1964 da un peschereccio fanese e venduta per poche centinaia di migliaia di lire.
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