I Bronzi di Cartoceto tornano a fare i pendolari. I due cavalli e le figure umane di età augustea scoperti negli anni '50 a Pergola, riprenderanno a preparare le valigie ogni sei mesi, e a rimbalzare dalla cittadina pesarese al capoluogo. Lo ha deciso il Tar delle Marche, che ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Ancona, rappresentato dagli avvocati Gianni Fraticelli e Mariella Grippo, e dalla Provincia difesa dagli avvocati Claudia Domizio e Massimo Demetrio Sgrignuoli contro la decisione del Sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi di assegnare definitivamente il gruppo bronzeo a Pergola. La sentenza del Tribunale amministrativo regionale annulla la nota del 3 gennaio 2002 di Sgarbi e il successivo provvedimento del Soprintendente per i Beni Archeologici delle Marche del 5 febbraio 2002. Il giudice ha deciso di passare un tratto di penna su entrambi gli atti dopo aver riscontrato "vizi di carenza d'istruttoria e di motivazione". Una scelta, quella di far prendere decisamente la via di Pergola ai Bronzi dorati, assunta troppo a cuor leggero. "E' stato omesso ogni accertamento, ogni analisi e valutazione al fine di adottare la migliore delle soluzioni possibili", sentenzia il Tar. Che restituisce validità all'accordo di programma firmato nel '99 dalle Province di Ancona e Pesare Urbino, dai Comuni di Ancona e Pergola, e dalla Soprintendenza archeologica, che prevede l'esposizione alternata. Il tribunale amministrativo è il protagonista dell'ultima puntata della telenovela infinita su una disputa che va avanti dal 1988. Da quando, cioè, terminato un lungo restauro e una mostra a Firenze, il complesso fu "prestato" a Pergola per un'esposizione temporanea. La popolazione rifiutò di restituirlo ad Ancona - alla quale dopo il ritrovamento era stato affidato per essere messo in mostra al Museo Archeologico delle Marche - e, guidata da due parlamentari, uno del Pci e uno del Msi, arrivò a murare le statue nella sede della mostra, insultando la soprintendente ai beni archeologici dell'epoca, venuta a prendere in consegna i Bronzi. Una contesa senza esclusione di colpi, che né i politici locali né i ministri ai beni culturali sono riusciti a risolvere, e che ha visto un nuovo trasferimento del gruppo a Firenze nel '93 per un secondo restauro. I Bronzi hanno viaggiato per varie mostre a Parigi, Siviglia, Vienna senza tornare nelle due città marchigiane, fino all'accordo faticosamente raggiunto nel 1999. La tregua più importante di una guerra che ha fatto non poche vittime, mettendo in crisi credibilità politiche e maggioranze locali, compresa quella di centro sinistra alla guida della Regione Marche, il cui assessore alla cultura Cecchini era stata sconfessata dal presidente D'Ambrosio per avere sollecitato e ottenuto il pronunciamento di Sgarbi. E tra le vittime, l'attuale soprintendente ai beni archeologici delle Marche Giuliano de Marinis aveva messo, un paio di anni fa, anche la circolazione di opere d'arte. "Dopo il caso Pergola - aveva dichiarato - molti musei, soprattutto stranieri, non hanno dato più in prestito i loro beni, nel timore, che non fossero restituiti".
Bronzi, il Tar boccia Sgarbi
Il Tribunale amministrativo regionale annulla la decisione del Sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi di assegnare definitivamente il gruppo bronzeo ai Bronzi di Cartoceto a Pergola. La sentenza decide che il giudice ha riscontrato "vizi di carenza d'istruttoria e di motivazione" nella decisione di Sgarbi. Il Tar passa un tratto di penna su entrambi gli atti e decide di passare un tratto di penna su entrambi gli atti.
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