LA PROTESTA Contro limpianto di Porto Empedocle in campo il Fondo per lambiente e il sindaco di Agrigento SINDACO AMBIENTALISTA Lettera di Zambuto a Pecoraro Scanio "Sviluppo turistico della città a rischio" -------------------------------------------------------------------------------- MONTA il movimento contro il rigassificatore nella Valle dei Templi. A opporsi al progetto dellEnel di realizzare un nuovo terminale di rigassificazione a porto Empedocle, sulle spoglie dellex impianto di fertilizzanti della Montedison, sono scesi in campo la presidente nazionale del Fai Giulia Maria Mozzoni Crespi e il sindaco di Agrigento Marco Zambuto. Chiedono lintervento immediato dei ministeri ai Beni culturali e del ministro allAmbiente per verificare cosa sta accadendo nella zona. Il fronte è bipartisan: un no forte proviene anche dal presidente della commissione Bilancio dellArs, Michele Cinino, di Forza Italia. «Il rigassificatore confliggerebbe con il Parco letterario Luigi Pirandello e sorgerebbe in unarea limitrofa alla Valle dei Templi», si oppone Zambuto, che si è rivolto al ministro dellAmbiente Pecoraro Scanio per chiedere di sospendere liter burocratico delle autorizzazioni previste dalla legge. Il sindaco Zambuto sta per consegnare al ministro un dossier che mette sottaccusa limpianto dal punto di vista della sicurezza dei cittadini e dellinquinamento del mare e delle coste. Il Fai, fondo nazionale per lambiente, scende in campo pronto a mobilitare altre associazioni nazionali che si occupano di tutela dellambiente, dopo aver inutilmente tentato un dialogo con il presidente della Regione Salvatore Cuffaro. Nei mesi scorsi, in seguito alliniziativa del Fai, a livello nazionale è partito un appello, con prime firmatarie Dacia Maraini e Rita Borsellino. Anche la leader dellUnione sostiene che limpianto sarebbe un ostacolo allo sviluppo turistico della zona. «Abbiamo scritto a Cuffaro una lettera il 21 marzo scorso che, con dispiacere, non ha avuto alcun riscontro - afferma la presidente nazionale del Fai, irritata dalla notizia di un impianto da realizzare a ridosso della seconda area archeologica più importante del Mediterraneo dopo lAcropoli di Atene - Questarea non può che avere una destinazione turistico-culturale e non industriale». È per questo che la Crespi adesso si rivolge direttamente allEnel e al Comune di Porto Empedocle per offrire - se il progetto andrà avanti a tutti i costi - la disponibilità a un confronto sullimpatto che limpianto avrà sul "sacro" paesaggio. «Noi proponiamo che questa valutazione arrivi da un organo super partes come il consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, massimo organo consultivo tecnico-scientifico del Ministero ai beni culturali». Presidente è il professore Salvatore Settis. «Le personalità che fanno parte del consiglio sono in grado di dare la massima credibilità e il massimo peso al suo giudizio», afferma la presidente del Fai, che propone anche un concorso di architetti per trasformare il gioiello tecnologico almeno in un capolavoro architettonico. Lallarme è alto. Secondo il sindaco di Agrigento, tutto lo sviluppo della città è a rischio a causa del progetto del rigassificatore. «Già in campagna elettorale - scrive Zambuto a Pecoraro Scanio, giudicando tiepidi i suoi interventi per bloccare il progetto - ho sempre affermato la mia categorica opposizione al progetto di costruzione di un impianto che sorga, come nelle intenzioni dellEnel, a poche centinaia di metri dalla casa natale di Luigi Pirandello e in unarea limitrofa al Parco della Valle dei Templi, inserita dal 1998 nella lista dei luoghi patrimonio dellUmanità redatta dallUnesco». Ribadisce il suo dissenso anche Michele Cimino, presidente agrigentino della commissione bilancio dellArs, che da due anni si batte contro: «In questarea si deve investire sul turismo. Francamente mi sembra che questiniziativa porterà solo danno - dice Cimino - Qui accanto abbiamo il resort di Rocco Forte, a Siculiana cè il nuovo porticciolo turistico di Sviluppo Italia. Ad Agrigento ci sono la Valle dei Templi e la casa e il pino di Pirandello».