(f.b.) - I soci della Vallesinella hanno respinto la affermazione proveniente dai piani alti del Palazzo degli Scolopi e cioè che essi abbiano solo l'interesse dell'ottenimento di un prezzo di vendita più elevato rispetto a quello di quasi 193 mila euro proposto dall'amministrazione comunale. E per dimostrare le loro credenziali, hanno fatto conoscere ai giudici del Tribunale amministrativo regionale di Palermo di «come tale giudizio sia frutto di pura inventiva e sia contrario alla realtà dei fatti». L'avvocato Leonardo Cucchiara, del foro di Palermo, legale di fiducia dei soci della Vallesinella, ha infatti scritto nel ricorso che «i privati ripetutamente hanno manifestato al Comune il proprio intento, di valorizzare il Castello di Montechiaro e il contesto circostante, al fine anche di conseguirne la fruizione pubblica, e dichiarandosi anche disponibili ad assumere un impegno formale, per attribuire al comune palmese la gestione dell'intero complesso, tramite un protocollo di intesa tra gli stessi privati e l'assessorato regionale ai Beni culturali». Il legale della Vallesinella, per dimostrare la caratura culturale dei soci, ha citato l'attività culturale di cui è ricco il curriculum della società. Tra le quali sono state segnalate la donazione alla Provincia regionale di Palermo di un dipinto settecentesco in cornice coeva, la donazione alla Regione siciliana del monumentale rilievo parietale marmoreo di Ignazio Marbitti, la donazione alla città di Roma di tre opere di celebri pittori fra cui De Chirico e Manzù, la donazione al Comune di Cosenza di 15 sculture tra le quali quelle di Dalì, Mirò e Consagra, mentre è stato segnalato anche che un altro socio della Vallesinella è la Vandalo Sanfelice di Bagnoli, amministratore della galleria Colonna di Roma con una delle collezioni di arte classica rinascimentale e barocca, tra le più note al mondo, di cui una parte viene prestata per le mostre organizzate dal Comune di Roma, e dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Walter Veltroni. Non va dimenticato, inoltre che già in precedenza, e cioè quando aveva già vinto la prima causa sia in primo che in secondo grado, la società Vallesinella aveva invano proposto al Comune una convenzione per realizzare una gestione mista, pubblico-privata, della struttura monumentale.
Palma di Montechiaro. Monumenti e polemiche
I soci della Vallesinella hanno respinto l'ipotesi che abbiano solo l'interesse di ottenere un prezzo di vendita più elevato rispetto a quello proposto dall'amministrazione comunale. Hanno presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale di Palermo, affermando che tale ipotesi è frutto di inventiva e contrario alla realtà dei fatti. Il legale della società, Leonardo Cucchiara, ha sottolineato che i soci hanno manifestato il proprio intento di valorizzare il Castello di Montechiaro e di condividere la sua fruizione pubblica. La società ha anche citato le sue attività culturali, tra cui donazioni a musei e gallerie d'arte, per dimostrare la sua caratura culturale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo