MILANO. Con una mozione votata da tutto il consiglio regionale con la sola esclusione di Prc e Comunisti Italiani, la Lombardia chiede al governo di accelerare la realizzazione del federalismo e in particolare di aprire il negoziato perché la Regione possa avere più competenze. Il 3 aprile, infatti, il consiglio aveva approvato una risoluzione per chiedere competenza su 12 materie fra cui l'ambiente e i beni culturali, giudici di pace come permette l'articolo 116 della Costituzione. «A questo punto il governo Prodi deve dare una risposta»: è stato il primo commento del presidente Roberto Formigoni. «La Lombardia chiede più autonomia, l'avvio del federalismo ai sensi del Titolo V della costituzione -ha spiegato -. Abbiamo chiesto dodici materie in più in cui l'amministrazione regionale potrebbe essere più efficiente di quella statale». «Mi fa piacere - ha concluso Formigoni - che il consiglio regionale a larghissima maggioranza si sia unito a me nel sollecitare Prodi a indicare un giorno in cui si possa aprire il negoziato fra la presidenza del Consiglio dei ministri e la presidenza della Lombardia». Ma queste parole hanno finito per dar fuoco ancora di più alle polveri all'interno dell'Unione. Il capogruppo del Prc Mario Agostinelli ha sottolineato «la netta contrarietà» del suo gruppo spiegando che «è necessario mantenere i livelli essenziali di assistenza in tutto il Paese. Non possono essere sottoposti, infatti, all'umore di una Regione o alla volontà secessionista di un partito». Secondo Rifondazione, infatti, con questa mozione e questa visione del federalismo si mettono in discussione «i diritti fondamentali dell'intero popolo italiano». Per Agostinelli anzi il fatto che la Lombardia si faccia «paladina di una strategia del ribaltone è un fatto di portata non solo locale». Non vogliono però sentir parlare di inciucio i partiti dell'opposizione che hanno votato a favore della mozione. «Non vogliamo alterare la dinamica maggioranza-opposizione - ha spiegato il capogruppo Ds Giuseppe Benigni - e non chiediamo ci siano compensazioni. Pensiamo che il federalismo sia necessario per la Regione e per il Paese. Il tema vero è ottenere una massa critica perché a livello nazionale si concretizzi un federalismo rafforzato». Ancora più esplicito il capogruppo dei Verdi Carlo Monguzzi che al centrodestra si è rivolto per dire che «non ci interessa condividere con questa maggioranza il 99,9 di quanto fa perché riteniamo che non sia utile. Non ci interesse bi-partisan ma siamo convinti che il federalismo sia giusto ed inevitabile». Ha sottolineato la spaccatura nel centrosinistra il capogruppo della Lega Nord Stefano Galli, convinto che «il federalismo sia la strada maestra per cambiare il Paese. Ma dobbiamo fare i conti con forze politiche, quelle dell'estrema sinistra, che mettono sotto scacco il governo» «Certamente - ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia Giulio Boscagli - il federalismo non risolve tutti i problemi, ma l'autonomia in più può essere un'occasione per dare risposte ad alcune questioni urgenti». Un'opinione condivisa anche da Gianmarco Quadrini dell'Udc e dal capogruppo di An Roberto Alboni secondo cui «la tattica dilatoria del governo nega alla Lombardia il suo ruolo di eccellenza».
Più poteri e il federalismo Lombardia contro il governo
Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione che chiede al governo di accelerare la realizzazione del federalismo e di aprire il negoziato per dare alla Regione più competenze. La mozione richiede competenza su 12 materie, tra cui l'ambiente e i beni culturali. Il presidente del consiglio, Roberto Formigoni, ha affermato che il governo deve dare una risposta entro un certo periodo di tempo. Il Prc e i Comunisti Italiani sono stati gli unici a votare contro la mozione. Il capogruppo del Prc, Mario Agostinelli, ha sottolineato la contrarietà del suo partito al federalismo, che considera una strategia del ribaltone.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo