Firmato il decreto del governo, stanziati 3 milioni e 700mil euro. Soddisfatta la Curia, la riapertura nel 2010 adesso pare garantita PAVIA. La promessa è diventata realtà. Sono stati stanziati i fondi per il duomo garantiti dal ministro ai Beni Ambientali Francesco Rutel-li. Il decreto, firmato il 13 giugno scorso e di prossima pubblicazione, conferisce al duomo di Pavia 3 milioni e 700 mila euro, che saranno impiegati per la sistemazione della cupola. E' soddisfatto il vescovo di Pavia, Giovanni Giudici. Perché, spiega, «il duomo, oltre al valore artistico, ha un richiamo storico per la nostra città. La garanzia di questi fondi rende più concreta l'apertura per il 2010». La promessa si è trasformata in realtà. Sono stati stanziati i fondi per il duomo garantiti dal ministro ai Beni Ambientali Francesco Rutelli. Il decreto, firmato il 13 giugno scorso e di prossima pubblicazione, conferisce al duomo di Pavia una cifra complessiva di 3 milioni e 700 mila euro, soldi che saranno impiegati per la sistemazione della cupola, in particolare del tamburo. E' soddisfatto il vescovo di Pavia, Giovanni Giudici. Perché, spiega, «il duomo, oltre al valore artistico, ha un richiamo storico per la nostra città e rappresenta un aspetto importante per la diocesi, perché è simbolo religioso, perché è luogo di preghiera. La garanzia di questi fondi è un importante passo in avanti, che rende più concreta l'apertura per il 2010». Pavia attendeva 4 milioni di euro; ha ottenuto 300 mila euro in meno. Una differenza che pesa? E quanto pesa? «In un certo senso sì, perché i calcoli erano stati parametrati sulla cifra richiesta spiega il vescovo Ci sono imprevisti come il lavoro da portare a termine sulla lanterna, che non sappiamo quale impegno economico richiedano. Per altro la cifra ora garantita da Roma rappresenta un buon passo in avanti. Su ciò che resta ancora da finanziare, i privati saranno la nostra prima risorsa». Le tappe del lavoro sul duomo non sono certo terminate. Ora, grazie ai fondi del lotto garantiti dal ministero, si può intervenire sul tamburo, seguirà un'impresa altrettanto impegnativa: la ricostruzione del materiale lapideo interno al monumento; il rifacimento della pavimentazione sconnessa in seguito all'apertura del cantiere; l'attuazione della riforma liturgica, ossia il posizionamento dei luoghi della celebrazione liturgica, come l'altare, il pulpito e il presbiterio, che vanno ripensati, appunto, nella nuova area. «Occorre vedere il risultato ad opera compiuta spiega monsignor Giudici e mettere in atto le indicazioni che la Chiesa si è data sul rinnovamento della liturgia al Concilio Vaticano II». n resto della struttura è a buon punto. «Non va dimenticato l'arricchimento degli spazi museali ricavati sotto il pavimento del duomo, dove avevano sede le due cattedrali precisa il vescovo Si sta decidendo come allestire questo museo che sarà incentrato sulla cattedrale». Monsignor Giudici poi non fa mistero del fatto che ci si attendesse quasi con certezza l'aiuto economico promesso dal ministero. Spiegando: «Ci contavamo perché penso che ciò che il ministero ha impegnato sul nostro duomo in termini di tempo e denaro sia stato molto. Penso che quindi il ministro Rutelli tendesse a concludere, perché questo cantiere non poteva andare avanti all'infinito. Eravamo fortemente ottimisti. Ad incrementare questo sentimento ha contribuito anche la Soprintendenza, che ci segue in questa impresa sin dall'inizio, ed è sempre stata molto attenta. Al momento del crollo della torre fu emesso un decreto che attribuiva al ministero l'impegno della cura del duomo, decreto sostitutivo che conferiva la proprietà del cantiere». Dunque ora si tratta di portare a termine i lavori dell'ultimo lotto, ma con fondi propri. E qui entrano in scena i privati, per lo più fondazioni bancarie, un contributo che a questo punto della vicenda si presenta fondamentale. Lo conferma lo stesso vescovo. Che conclude: «Per quanto concerne il resto degli interventi lavoriamo per far sì che arrivino altre donazioni, più facilmente attraverso le fondazioni che seguono questi impegni culturali e artistici. Non abbiamo ancora quantificato la somma necessaria, lo faremo presto». «E' la conferma dell'interesse per Pavia». II senatore Bosone soddisfatto. Il sindaco: «Giuste le mie previsioni» PAVIA. Da Roma a Pavia, , la notizia dei fondi per il duomo ha regalato gradimento e : conferme. Daniele Bosone, senatore pavese della Margherita, che ha sostenuto in prima persona l'impegno per la cattedrale di Pavia, sottolinea: «Questa è una grande soddisfazione perché è segno di un impegno che viene confermato nell'entità che si era stabilita utile al completamento delle opere di recupero della cupola del duomo, quindi e un viatico importante alla conclusione dei lavori complessivi previsti per 2010. L'auspicio è che per quella data si possa finalmente inaugurare il duomo recuperato». «Il lavoro che si è fatto ai diversi livelli istituzionali e il concorso che i privati hanno dato al recupero del duomo è segno di un'attenzione importante alla città di Pavia prosegue Bosone Mi auguro che questo segno di attenzione da parte del ministro Ru-telli possa manifestarsi nella visita che si sta programmando a Pavia per il novembre prossimo, promossa con il sindaco Piera Capitelli, per un importante convegno sul recupero dei beni monumentali di Pavia. Oltre al duomo, però, aspettano e necessitano di fondi per il pieno recupero anche altri monumenti, come ad esempio il castello visconteo. Penso che bisognerà impegnarsi tutti per riportare il castello alla condizione di completo utilizzo. Mi pare che Ruteni abbia dimostrato sensibilità nei confronti della città di Pavia». Positivo è anche il commento del sindaco Piera Capitelli. Che dice: «Ho sempre sostenuto che era solo questione di tempi, ora si è avverato quello che ho sempre detto. E' difficile che io affermi quanto non corrisponde a cose che ho verificato. Conosco i meccanismi di quelle forme di finanziamento, e so che si possono verificare essere ritardi, ma so anche che i fondi sono garantiti. Se poi sono quantitativamente inferiori rispetto a quelli necessari, si tratta di verificare il motivo e come arrivare ad ottenere il resto. Le pressioni e gli appelli comunque sono sicuramente stati utili», (d. z.)