Il Comune e la Regione firmano un protocollo dintesa con la proprietà. Tredici milioni di euro per il recupero Il capolavoro del Cinquecento con giardini e affreschi in via del Colosseo Walter Veltroni: "Speriamo di esporvi la collezione Torlonia" Via ai lavori nel 2008 -------------------------------------------------------------------------------- È un angolo di Roma che non è esagerato dire meraviglioso e che è stato troppo a lungo uno scandalo, un nodo irrisolto perso dietro il fasto di via dei Fori, incastonato tra le stradine di Monti verso via Cavour. Palazzo Rivaldi - cinquemila metri quadri progettati da Antonio da Sangallo con fastosi giardini, cortili e memorie dantico - lultimo a scoprirlo è stato Ferzan Ozpetek che in "Cuore Sacro" ha fatto smarrire la bellissima Barbara Bobulova fra le stanze affrescate, in quel salone dove le figure solenni della scuola di Perin del Vaga sono riaffiorate grazie a un primo, delicatissimo restauro. Ecco, Palazzo Rivaldi non sarà mai più quel dedalo buio in cui perdersi né si rischierà di leggerne in breve sulle cronache perché i disperati vi cercano rifugio, stracciando la rete di recinzione. Dopo anni di trattative, il Palazzo allindirizzo di via del Colosseo 45, chiuso da catena e lucchetto, si prepara a rinascere. Il Comune di Roma e la Regione Lazio hanno firmato un protocollo dintesa, in accordo con la proprietà - lipab Santa Maria in Aquiro - che stabilisce il recupero delledificio a funzioni di carattere culturale e museale, ma anche di tipo sociale come, ad esempio, laboratori di riproduzione di opere darte. «Ce labbiamo fatta - ha esordito il sindaco Veltroni, appassionato alla questione fin da quando era ministro dei Beni culturali - Riporteremo questo palazzo ad essere uno dei luoghi archeologici di Roma in un punto strategico tra il parco dei Fori e quello dellAppia antica. E pensiamo, se completeremo lacquisto, di collocare al suo interno la collezione Torlonia. È questa loccasione per ricordare anche Antonio Cederna che questidea ha perseguito e che di questo accordo sarebbe felice». «Abbiamo rischiato che questo bene pubblico venisse venduto ai privati - ha detto il presidente Piero Marrazzo - perché non si trovava il modo di renderlo fruibile e recuperarlo». Definito lobiettivo, detto che non si tratta più di uno spreco di bellezza stupidamente impigliato nelle pastoie della burocrazia, rimangono da definire i tempi delloperazione. Da ieri, il giorno delle firme sul registro di velluto rosso fino a varcare le soglie di palazzo Rivaldi trasformato in museo e spazio pubblico, ci vorrà ancora tempo. Regista delloperazione, lassessore Claudio Minelli ha dichiarato che lobiettivo è di mandare in gara il restauro entro metà 2008. Prima di allora si dovrà definire il piano di recupero, disegnare un progetto di musealizzazione e fare i sondaggi archeologici, tenendo conto che proprio lì cera la collina Velia, tagliata via negli anni Trenta, sono sicuri importanti ritrovamenti archeologici come dimostrato già dai sondaggi effettuati da Filippo Coarelli in anni recenti. Intanto, però, i soldi ci sono. Oltre tredici milioni di euro, ricavati da 6,2 milioni di euro attribuiti al Comune dalla legge per Roma Capitale, altri 5,8 milioni previsti nel bilancio e 1,3 milioni stanziati dalla Regione Lazio. Ma dallavvio dei lavori ce ne vorranno dai tre ai cinque di cantiere. Tempo utile alla definizione di unaltra questione sospesa, la sospirata acquisizione della più importante collezione darte antica del mondo, chiusa negli scantinati della famiglia Torlonia a via della Lungara.
Palazzo Rivaldi sarà un museo restauri, scavi e tecnologie
Il Comune di Roma e la Regione Lazio hanno firmato un protocollo di accordo con la proprietà del Palazzo Rivaldi, situato in via del Colosseo, per il recupero del palazzo a funzioni culturali e sociali. Il palazzo, progettato da Antonio da Sangallo, ha giardini e affreschi del Cinquecento. Il sindaco Walter Veltroni ha espresso la speranza di esporre la collezione Torlonia all'interno del palazzo. Il restauro è previsto entro metà del 2008, con un budget di 13 milioni di euro. Il progetto prevede la creazione di un museo e uno spazio pubblico, con laboratori di riproduzione di opere d'arte.
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