LA GALLERIA Borghese si vota (anche) al contemporaneo: fino al 7 ottobre, all'Uccelliera, ospiterà un'installazione che ha commissionato, ispirandosi alla propria mostra del 2006 su Raffaello, che, una volta smontata, entrerà a far parte del patrimonio del Maxxi, il museo d'arte contemporanea ora in costruzione a via Reni, a Roma. «E sarà così ogni anno», promette la direttrice della Borghese, Anna Coliva. Ad inaugurare l'esperimento, Maristella Scala e Simone Crispino, più noti con il nome di Vedovamazzei, artisti già assai quotati, che hanno realizzato Raphael the Western, un'installazione di neon, disegni e ceramiche che trasporta il sommo maestro urbinate in un immaginario film ambientato nell'America della Corsa all'oro e dei cow-boy. La mostra celebra anche il decennale della riapertura della Galleria, per il quale il soprintendente Claudio Strinati parla di un «processo di riqualificazione» anche della vita politica nazionale, e ne dà il merito all'attuale sindaco, ma allora vicepremier e ministro ai Beni culturali, Walter Veltroni. Nell'opera dei Vedovamazzei, Raffaello, con la sua pittura, sconvolge la natura del West. Una carovana, l'assalto dei Sioux è già pronto, ma uno di loro è sedotto dalla visione della Dama col liocorno dell'urbinate. Non mancano nemmeno la Bibbia, sacchetti di sabbia, bottiglie di whisky, parto della grande fantasia dei due artisti napoletani, ma ormai trapiantati a Milano, dove lavorano assieme dal 1991. Per Strinati, un posto a pieno titolo nell'idea del Bello, che presiede alla galleria voluta dal cardinal Scipione. Del resto, i nostri tempi sono sempre più pervasi dall'arte contemporanea, quindi non può (forse) più destare scandalo che Raffaello Sanzio s'imbatta perfino negli Indiani. E si faccia primattore di un film ambientato nell'antico West. «Creare mito è la struttura dell'arte», spiegano i due autori; «il titolo, che sembra ironico, vale a confrontare due culture, e mettere in evidenza la dicotomia tra l'arte europea e quella americana». E, a proposito di pionieri, ricorda Anna Coliva, nel 1839 il leggendario conoscitore Jean David Passavano si definiva come l'unico capace di individuare l'autentica mano di Raffaello. Appunto: è il mito; sono due miti, quello dell'urbinate e quello del Far West, che s'incontrano, si contaminano a vicenda. F.I.