E' pronta la svolta per i musei civici milanesi. La svolta, sotto certi aspetti epocale, è rappresentata dall'introduzione del biglietto a pagamento, per visitare i luoghi che custodiscono i tesori culturali e artistici di proprietà comunale. Si pagherà 3 euro per il Castello Sforzesco e per il Civico Museo di Storia Naturale, mentre negli altri casi «la tariffa base verrà modulata, tenendo conto della dimensione e delle caratteristiche del percorso espositivo», si legge nella delibera di giunta, varata lo scorso 9 settembre, e che domani sarà discussa in commissione Cultura di Palazzo Marino. La decisione di abolire la gratuità, che resiste dal 1953, era stata presa in sede politica già alcuni mesi fa dal sindaco Gabriele Albertini e dai suoi collaboratori. Ma solo adesso si traduce in un provvedimento concreto. L'obiettivo è quello di raccogliere risorse, per sostenere gli investimenti sulla cultura, che nei primi due bilanci dell'Albertini-bis hanno subito significativi tagli. Un obiettivo che viene esplicitamente sottolineato nella delibera, dove si precisa che «le somme che verranno introitate, potranno consentire all'Amministrazione di destinare ai musei risorse aggiuntive, fornendo in tal modo un ulteriore stimolo al miglioramento del servizio». Nel 2002 sono stati complessivamente 1.824.000 i visitatori dei musei civici, sicché una stima generica porta a stimare in oltre 5 milioni di euro l'incasso che potrebbe essere garantito a Palazzo Marino dall'introduzione della tariffa. La stima, come detto, è per ora generica, perché la giunta ha stabilito che per i musei che non facciano parte del Castello e che non siano quello di Storia Naturale, il costo del biglietto potrà essere variabile. Inoltre, l'introduzione del ticket, che avverrà non appena la deliberà passerà in consiglio comunale, verosimilmente nello spazio di poche settimane, scatterà immediatamente solo per alcuni musei civici, e precisamente per il Castello Sforzesco, dove si prevede un biglietto unico con validità giornaliera per tutte le esposizioni permanenti, per quello di Storia Naturale, per il Museo Archeologico e per quello del Risorgimento. Il provvedimento diventerà operativo solo in un secondo momento per Acquario, Museo di Milano e Galleria d'arte Moderna, che in questo periodo sono oggetto di lavori di ristrutturazione. Nel provvedimento sono previste anche altre misure, nell'ottica di un pacchetto integrato di vari musei per il visitatore, spesso sinora vanamente invocato. Ad esempio, ci sono un biglietto cumulativo valido tre giorni per tutti i musei civici, e uno con validità mensile per la visita a quattro musei. E poi nell'ultima ora di apertura, fino ad un quarto d'ora prima della chiusura, sarà consentito l'ingresso libero: «Queste misure erano previste da tempo, il biglietto avrà un prezzo simbolico», osserva l'assessore Salvatore Carrubba, che ieri, a proposito delle nuove iniziative sulla cultura ha rilanciato: «La nostra città deve affrontare le sfide importanti date dalla globalizzazione, e non si deve sedere sulle proprie posizioni, ritenendo esaurito il suo destino. E questa è una sfida che deve riguardare l'offerta culturale della città in una competizione che non deve essere con Londra o Parigi, ma con città come Lione, Barcellona e Francoforte». Le opposizioni di centrosinistra stanno valutando la delibera sui musei: «Ma di certo - sottolinea il capogruppo della Margherita Alberto Mattioli - anche questo ritocco delle tariffe che di per sé non è eclatante sul piano dell'entità, è la spia di una politica di bilancio, per noi assolutamente non condivisibile, che continua a tagliare la spesa e a ritoccare il costo dei servizi pubblici».