Sembrano trascorsi secoli e invece soltanto centocinquant'anni fa, nel 1871, l'Amministrazione provinciale di Napoli, acquistando dal Demanio per 720 mila lire il Palazzo Reale di Portici, lo destinava a Regia Scuola, poi Istituto superiore di Agricoltura, con questa motivazione: «per i giovani che intendono dedicarsi alle professioni di coltivatori agronomi; nel bosco settentrionale vi sarà un orto agrario e poscia nel bosco stesso, una scuola-convitto per contadinelli ossia per i figli del popolo che vogliano divenire buoni operai agricoli...». Questo Casino di campagna, sorto per volontà di Carlo di Borbone nella prima metà del Settecento «sopra un'antica lava di bitume», oltre ad essere usata come Reggia, aveva avuto una certa ambizione culturale: nel 1750 i reperti di Ercolano, le terrecotte, i marmi, gli affreschi, i papiri furono sistemati nel primo piano della Reggia (poi Palazzo Caramanico) costituendo l'Herculanense Museum, meta degli stranieri, con una attività di ricerca che nel 1755 fa sorgere l'Accademia Ercolanese. La fase umanitaria, la destinazione per i contadinelli di buona volontà che con l'Unità d'Italia era sembrata l'unica possibile utilizzazione della Reggia, aveva avuto dunque un precedente notevole nella Accademia Ercolanese. E i lavori eccellenti degli studiosi in materie agrarie provocarono di conseguenza, nel 1935, l'annessione della Scuola all'Università di Napoli. Un volume di 250 pagine, ora, presenta un progetto rivoluzionario che propone di unificare in questo Sito reale di Portici le collezioni scientifiche dei singoli Istituti della Facoltà che spesso oggi giacciono in polverosi cassetti, creando un Centro museale delle Scienze agrarie. I sette Dipartimenti (ex Istituti), superando comprensibili gelosie per il loro straordinario patrimonio scientifico, saranno garanti di un governo di gestione. Il restauro e la riqualificazione urbanistica di tutto il vasto complesso dell'Agraria - parco, Orto botanico, Istituti - in corso di realizzazione, offre così l'opportunità di creare questo Centro museale che comprenderà l'Orto botanico con le sue rarissime piante e la Raccolta Comes, il Museo di Entomologia ammirato da tutto il mondo scientifico per gli studi di Silvestri e Trembley, quello di Mineralogia voluto da Parascandola, l'Anatomo-zootecnico di Bettini, il Museo di Meccanica agraria Carlo Santini, quello di Storia dell'Agricoltura e delle strumentazioni scientifiche. Il volume, dal titolo I Musei delle Scienze agrarie. L'evoluzione delle Wunderkammern (con un evidente riferimento colto alle «camere delle meraviglie»), edito dall'università degli Studi di Napoli Federico II e curato da Stefano Mazzoleni e Sabina Pignatelli, si avvale del contributo di molti studiosi; parla anche con le immagini di Mauro Fermariello. Il materiale iconografico scelto con grande cura, di sicura suggestione, passa da alcuni campioni dell'Erbario di Ferrante Imperato ai reperti archeologici che risalgono agli scavi del 1711 del Principe d'Elbeuf, fino all'esemplare del Welwitschia «diversa da qualunque altra pianta conosciuta della Terra». Le gouaches di Lusieri e Volaire e una ricchissima bibliografia completano il volume, che ha una nota particolare: non è in vendita, ma si potrà avere rivolgendosi al Preside della Facoltà di Agraria, di ampie vedute.
CAMPANIA : un progetto per il Palazzo Reale di Portici
Il Palazzo Reale di Portici, acquistato nel 1871 dall'Amministrazione provinciale di Napoli, era destinato a Regia Scuola, poi Istituto superiore di Agricoltura. Il Casino di campagna, sorto nel Settecento, aveva avuto una certa ambizione culturale, con la sistemazione dei reperti di Ercolano nel primo piano della Reggia. La fase umanitaria della Reggia, destinata ai contadinelli di buona volontà, aveva un precedente nella Accademia Ercolanese. Nel 1935, la Scuola fu annessa all'Università di Napoli. Oggi, un volume propone di unificare le collezioni scientifiche dei singoli Istituti della Facoltà di Agraria in un Centro museale delle Scienze agrarie.
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