Dalle ville degli ozi dell'antica Stabia a New York, nove affreschi pompeiani dovevano fare da spot-traino alla mostra «Otium ludens» che si inaugura a dicembre all'Hermitage di San Pietroburgo con l'allestimento completo. L'anticipo di mostra (ossia la preview) non si farà. Lo si apprende dall'ultimo bollettino ufficiale della regione. La sede di New York della regione Campania, passata dalle mani di un dirigente all'altro a seguito di un'indagine della procura napoletana su alcuni eventi degli ultimi tre anni, doveva ospitare l'anticipo di «Otium ludens» come l'ultimo atto della precedente amministrazione. Le transizioni sono difficili da gestire, soprattutto se si richiede di rispondere del trasporto e della cura di nove affreschi dalle ville di Arianna e San Marco, ritrovate nell'antica Stabia distrutta dall'eruzione del 79. L'assessore ai Beni culturali Marco Di Lello il 24 giugno, con una lettera al dirigente uscente, Luigi Gragnaniello, chiedeva dunque di posticipare il tutto. L'ultimo atto di Gragnaniello, il successivo sette maggio, giorno in cui viene accettata la sua lettera di dimissioni, è firmare una lettera per tre destinatari: Di Lello, il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, gli uffici per la soprintendenza ai beni paesistici, ambientali e culturali. «Per cause non dipendenti dalla nostra volontà - scrive - tale appuntamento non potrà aver luogo fino a dicembre 2007». Di fronte alla lettera di Gragnaniello, che lascia a chi gli subentrerà tutti gli affari correnti, la giunta ha deciso la sospensione, senza nuova data. Costi dell'operazione, 89mila euro. Che non sono congelati. L'assessore Marco Di Lello fa sapere, da parte sua, che «Otium Ludens», versione Usa, si farà comunque. «Provvederemo a scegliere un'altra data praticabile» fa sapere. Al momento restano fissate le scadenze di dicembre a San Pietroburgo e quella dell'ottobre 2008 ad Hong Kong. Non solo una scelta di affreschi, per questi due allestimenti, ma un campionario completo dalla dolce vita quotidiana dei proprietari. Oggetti d'arte e d'uso da uno fra i siti archeologici più preziosi. Villa San Marco, in particolare, (un complesso augusteo da undicimila metri quadrati) fu ritrovata dagli archeologi del secolo diciottesimo in un eccezionale stato di conservazione, suppellettili incluse, grazie alla cenere che l'aveva confezionata in una sorta di capsula del tempo. Non è il clima da taglio alle spese di rappresentanza, dunque, o quello ancor meno piacevole delle inchieste giudiziarie a segnare lo stop nell'attivita della sede statunitense. Di certo la sede - una sorta di ambasciata che, come tale, è stata ritenuta dal governo una spese che le regioni devono mantenersi da sole - resterà inattiva fino a dicembre. Non a caso si parla di un altro appuntamento, in genere, negli Usa. c.gr.