«Colosseo meraviglia del mondo? È uno stimolo ad andare avanti» In Italia, e a Roma, neanche il Colosseo mette d'accordo la politica (e i vari campanili). È andata così: che sabato un maxireferendum su Internet ha proclamato il monumento simbolo della città e del Paese una delle «nuove sette meraviglie del mondo», insieme con le rovine maya di Chichen Itza, con quelle Inca di Machu Picchu, con il Taj Mahal in India, con la Grande Muraglia, il Cristo di Rio e la città di Petra. Bella notizia, che tutto sommato inorgoglisce senza però sorprendere troppo. Fama planetaria, il grande Anfiteatro romano ogni anno catalizza infatti più di 4 milioni di visitatori. Qualcosa vorrà dire. «Il riconoscimento popolare nei confronti del Colosseo conferma un fascino indelebile di questo monumento e dell'area archeologica centrale di Roma», ha affermato il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli (che del monumento è il responsabile). «È un riconoscimento ha aggiunto il vie e premier che riguarda quattro obiettivi: civiltà romana, città di Roma, patrimonio culturale italiano e il martirio dei primi cristiani, ali origine della diffusione del cattolicesimo». Soddisfazione espressa anche dal sindaco: «La scelta del Colosseo ha commentato Veltroni è una grande soddisfazione che deve inorgoglire tutti i romani, soprattutto perché è il frutto di un voto popolare che ha coinvolto milioni e milioni di persone in tutto il pianeta». «Questo meritato riconoscimento a un simbolo universale come il Colosseo ha poi aggiunto il primo cittadino è un premio anche alla capitale e a tutto il Paese, ma deve suonare da ulteriore stimolo a far sì che Roma sia sempre più viva, attraente e accogliente». Veltroni ha anche spiegato che «una città che ha la fortuna di avere le bellezze incomparabili di cui dispone Roma, ha il dovere di affiancare all'immenso patrimonio storico, che tutti insieme dobbiamo tutelare e proteggere, una politica rivolta al futuro». Parole che però hanno suscitato, per prima, la reazione di Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura di Milano: «Che fra le nuove meraviglie ci sia il Colosseo appare più una beffa che una scelta», ha esordito. Argomentando poi così: «In realtà la scelta del Colosseo in Italia, piena di meraviglie, è perfino paradossale: è un automatismo turistico come lo sarebbe, se non fosse meno frequentata la città, il Duomo di Milano. Veltroni dimentica di dire che il Colosseo vuoi dire l'Italia, e che la scelta era obbligata perché il Colosseo era l'unico monumento italiano proposto nella lista di quelli da votare su internet». Stessa sostanza (o quasi) nei commenti dell'opposizione in Campidoglio: «Non c'era bisogno di un sondaggio per sapere che il Colosseo è una delle meraviglie del mondo e troviamo irritante la foga propagandistica di Veltroni», il commento del commissario di Fi a Roma Francesco Giro. «Il sindaco sembra in preda a deliri di onnipotenza. Tra un po' si attribuirà il merito di aver fondato Roma», la dichiarazione del capogruppo Udc in Comune Dino Gasperini.
Veltroni, Rutelli e il voto su Internet che ha premiato l'Anfiteatro Flavio
Il Colosseo è stato proclamato una delle nuove sette meraviglie del mondo attraverso un maxireferendum su Internet. Il riconoscimento conferma il fascino indelebile del monumento e dell'area archeologica centrale di Roma. Il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli ha affermato che il riconoscimento riguarda quattro obiettivi: civiltà romana, città di Roma, patrimonio culturale italiano e il martirio dei primi cristiani. Il sindaco di Roma, Veltroni, ha espresso soddisfazione per il riconoscimento, che deve inorgoglire tutti i romani.
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