NOLI Un gruzzolo di tredici monete d'oro del IV-V secolo dopo Cristo, ritrovato sotto il pavimento di un edificio tardo romano, dà nome alla mostra che sarà inaugurata domani, alle 18, nei locali della Fondazione Sant'Antonio. «Il tesoro svelato» è, infatti, il titolo di quest'esposizione, nata dagli straordinari e inaspettati rinvenimenti archeologici avvenuti negli ultimi due anni a Noli. Le monete, così come i resti di una necropoli romana ad incinerazione del I-II secolo dopo Cristo, che ha restituito numerosi corredi funebri, tra cui coppe in ceramica, lucerne e balsamari in vetro, di un approdo della Roma Repubblicana e di un villaggio altomedievale esistito dal V secolo all'età carolingia e bruciato, forse intenzionalmente, alla fine del IX secolo, sono venuti alla luce durante i lavori di sistemazione dell'area dell'ex stazione ferroviaria e la recente campagna di scavi dell'area archeologica di San Paragorio. Il gruzzolo è senz'altro il reperto più suggestivo: è stato ritrovato, avvolto in una lastra di piombo ripiegata come un fazzoletto, sotto il pavimento di un locale probabilmente adibito a cantina: la parte più rustica di una casa tardo romana, le cui stanze più «nobili» giacciono sepolte sotto il convento di San Francesco. Un tesoretto che qualcuno, forse impaurito dall'avanzare dei barbari nel pieno disgregamento dell'impero romano, aveva nascosto per tempi migliori, ma di cui, evidentemente, si era persa memoria. «Il titolo della mostra allude sia a queste monete, ritrovate come la leggendaria pentola d'oro, sia alla storia di Noli antica, vero e proprio ''tesoro svelato''», dice Alessandra Frondoni, direttore coordinatore della Soprintendenza per i Beni archeologici della Liguria e curatore della mostra. I ritrovamenti degli ultimi due anni «svelano», infatti, la storia di Noli e permettono di collocarne l'origine non più in età bizantina, come finora ritenuto, ma in età romana. Il percorso espositivo è articolato in due sezioni: la prima offre un quadro dello stato delle conoscenze e delle ricerche su Noli fino a pochi anni fa, mentre la seconda presenta i reperti che hanno gettato nuova luce sulla sua storia. L'esposizione delle monete apre la rassegna dei rinvenimenti in posizione centrale: il visitatore le vedrà attraverso una crepa nel muro, espediente che permetterà di evocare l'emozione del ritrovamento. La sala seguente contiene reperti riferibili all'approdo di Età Repubblicana e alla necropoli ad incinerazione. La ricostruzione di una tomba con voltino, provvista di anfora per le offerte, costituisce un elemento di notevole effetto scenografico. «Abbiamo intenzione di raccogliere questi ed altri reperti in un museo permanente. - dice il sindaco Ambrogio Repetto - Difficilmente ci riusciremo nei prossimi due, tre anni, ma la speranza C'è