Respinti alla biglietteria i figli di immigrati che vivono da anni a Palermo. LEnte Parco: abbiamo applicato le regole, non potevamo farli entrare gratis Agrigento, fermati allingresso 38 ragazzini. La Regione si scusa. Loro gridano: vergogna Una madre: "Abbiamo la cittadinanza e paghiamo le tasse ma ci considerano stranieri" La gita dei piccoli si è trasformata in una lezione di discriminazione -------------------------------------------------------------------------------- PALERMO - Niente ingresso gratis per 38 bambini di colore in gita alla valle dei Templi di Agrigento. I ragazzini, dai 6 ai 12, tutti nati a Palermo, figli di marocchini, algerini, ivoriani, senegalesi, sono stati bloccati alla biglietteria del parco. Per un intoppo burocratico non hanno potuto usufruire del ticket per laccesso gratuito al sito archeologico, riservato ai minori di 18 anni appartenenti alla Comunità europea. Limpiegata alla biglietteria ha applicato alla lettera la circolare dellassessorato regionale, che prevede lattestazione della nazionalità. Ma gli accompagnatori non avevano i documenti per dimostrare la cittadinanza italiana. E dopo il brutto incidente, la Regione siciliana corre ai ripari: lassessore ai Beni culturali Lino Leanza si è impegnato a estendere lingresso gratuito per tutti i bambini e i ragazzi fino a 18 anni, comunitari e non. «Chiedo scusa ai bambini - dice lassessore - Ma, per favore, non parliamo di razzismo ma di burocrazia poco elastica». Fatto sta che la gita del 5 luglio scorso, organizzata dallassociazione Ziggurat, che gestisce laboratori di gioco per bambini in alcuni quartieri a rischio, si è trasformata in una lezione di discriminazione razziale. «Mentre gli altri bambini tedeschi e francesi entravano, i nostri sono stati fermati per il colore della pelle. Laddetto alla biglietteria ci ha chiesto di esibire i documenti per provare la cittadinanza italiana. Non eravamo attrezzati. Ci è sembrato un atteggiamento razzista e ce ne siamo andati», racconta Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale, responsabile dellasilo Ubuntu, una struttura che ospita neonati e bambini per dare una mano, anche nel periodo estivo, a tante lavoratrici straniere del quartiere Ballarò. Il disguido ha rovinato latmosfera del gruppo, partito da Palermo. Delusi, lasciando la Valle dei Templi i bambini hanno gridato: «Vergogna, vergogna». Sonia, 10 anni, 4 elementare alla scuola Cascino, ha pianto per tutto il giorno. «Ho visto entrare tanti bambini. E noi no. Ma noi bambini siamo tutti uguali. Ci eravamo preparati da giorni studiando le foto dei templi». La mamma, Fatima Gerbi, è ancora indignata: «Noi abbiamo la cittadinanza italiana da anni, paghiamole tasse, ma in Italia ci considerano sempre stranieri». Nel gruppo dei 38, solo quattro erano figli di palermitani. «Gli altri, anche se figli di extracomunitari, sono tutti palermitani - aggiunge Gabriele Tramontana, dellassociazione Ziggurat - Volevano la certificazione della nazionalità vidimata dalla Regione e siamo stati costretti ad andarcene». Lente Parco respinge le accuse di razzismo. Secondo la ricostruzione del direttore dellente, Pietro Meli, che ha interpellato il consorzio i Luoghi dellArcadia, che gestisce il servizio di biglietteria, a chiedere i biglietti gratuiti sono giunti solo due accompagnatori. «Laddetta - dice Meli - non ha mai visto i bambini, che sono rimasti sullautobus». «Abbiamo solo applicato le regole - ha replicato in serata il consorzio - Ci addolora che per una negligenza degli organizzatori del tour la città di Agrigento possa essere accusata di discriminazione. Presentando una richiesta motivata allente, avrebbero ottenuto lesenzione del pagamento del ticket». Lassessore Lenza vuole mettere a tacere ogni discussione e invita i bambini a tornare ad Agrigento: «Ci occuperemo noi delle spese di viaggio».