Bottini: «Ogni anno accogliamo 5 milioni di persone e il trend è in crescita» Al suo attivo ora ha pure un Certificato di Meraviglia. La somma di tutte quelle singole meraviglie che ogni giorno provoca in chi lo scopre, e non basta una volta a far sparire l'incanto. Ma come sta il Colosseo, proclamato in Portogallo una delle sette meraviglie del mondo moderno, la sesta per l'esattezza? Gli ottimisti dicono bene, come allora, nell'80 dopo Cristo, quando fu inaugurato da Tito per i 100 giorni di sport e giochi. Una cosa è certa: il tempo, l'incuria, la storia hanno reso inagibili molte sue parti, che invece potrebbero aggiungere meraviglia a meraviglia, oltre che rendere meno affollate le visite giornaliere (anche 20mila visitatori al giorno, 5 milioni ogni anno). Ma a giorni sarà più semplice acquistare il biglietto per accedere al monumento simbolo di Roma: la Prc, la concessionaria che si occupa della gestione del servizio biglietteria sta mettendo a punto la possibilità di pagare l'entrata (non solo prenotare come avviene ora) via Internet, tramite carta di credito. Una soluzione alla fila che si crea alla biglietteria, dal momento che la sicurezza impone dei filtri che peggiorano le code. Biglietti più veloci ma anche maggiori servizi migliori (bagni, bookshop, punti vendita...). «Ma credo che sia necessario fare una riflessione sociologica su chi soggiorna intorno al Colosseo - riflette il soprintendente ai Beni archeologici Angelo Bottini - E' tutto un fiorire di economia spontanea e personaggi pittoreschi, che non sono il massimo che possiamo offrire al turismo internazionale. Abbiamo molto apprezzato lo sforzo del Comune per i lavori di pavimentazione ma forse è il caso di affrontare anche questo problema». Nonostante la carenza di uomini e mezzi, Bottini comunque non ha dubbi: «Il Colosseo sta benone, questo è dovuto al fatto che ha conservato la sua natura, non ha cambiato la destinazione ma continua una vita simile. E si presenta ancora scassato com'era in età antica. Questo gli ha permesso di resistere abbastanza bene. Il problema di infiltrazioni legato alle pioggie di qualche anno fa è rientrato, il vero problema del Colosseo è ripensare i servizi, la capacità che dobbiamo mettere in campo per accogliere 5 milioni di persone all'anno. Dobbiamo adattare i servizi e crearne di nuovi, tenendo conto del terrorismo, della sicurezza, senza manomettere l'edificio. Aspettiamo con ansia di avere a disposizione il mezzanino della linea C della metro: lì concentreremo i servizi. Perché il trend dei visitatori è già in crescita, la seconda linea accrescerà il numero ancora». Quanto alle risorse sono «limitate: 1 milione e mezzo di euro da Roma capitale (usati per i lavori nel terzo ordine, piano terra, arena e sperone Stern); circa 400 mila euro l'anno per la manutenzione da parte dello stato, la sponsorizzazione si è interrotta. Ma nella graduatoria delle emergenze non c'è il Colosseo, non posso devolvere fondi al monumento più visitato, quando ci sono Palatino, Foro, Domus Aurea, in condizioni infinitamente peggiori». A occuparsi del Colosseo, restano l'archeologa della Soprintendenza, Rossella Rea, e l'architetto Piero Meogrossi, oltre a 14 custodi che lavorano a turno. Il polso dello stato dei lavori ce l'hanno soprattutto la Rea e Meogrossi. «Stiamo lavorando alla riqualificazione della piazza dalla parte del Celio, riproponendo la pavimentazione alla quota originale, con le impronte dei pilastri che mancano, ricostruendo l'ingombro dell'Anfiteatro da sperone a sperone e il profilo interno delle gradinate in modo da ridefinire ciò che è piazza e ciò che è edificio. Inoltre si sta sistemando quello che diventerà un ulteriore accesso, quello dello Sperone Stern. Fondi servono per i restauri sotterranei e per l'apertura al pubblico di altri settori e gallerie, la folla è tale che non ci si muove». «Troppe persone, bisogna distribuirle meglio - aggiunge Meogrossi - il Colosseo ha ancora tante cose da raccontare. Ma bisogna anche aumentare la conoscenza, al pubblico sfugge la vera economia del monumento, nel significato vero di economia che sta per oikos e nomos, ovvero la misura della casa del monumento. Inoltre stiamo facendo di tutto per riunificare la valle con il monumento, finalmente anche il Comune si accorto dell'importanza. Allora, questa ratifica, questo riconoscimento ben venga se potrà aiutarci ad ottenere maggiore attenzione. Il Colosseo ha bisogno di sostegno umano, oltre che economico. Dietro San Pietro, c'è la Fabbrica...».
Colosseo, più servizi per i turisti
Il Colosseo, proclamato una delle sette meraviglie del mondo moderno, sta affrontando problemi di manutenzione e sicurezza. Il monumento riceve 5 milioni di visitatori all'anno, con una fila che si crea alla biglietteria. La Prc, la concessionaria che gestisce il servizio biglietteria, sta lavorando per migliorare la gestione dei biglietti online. Il soprintendente ai Beni archeologici Angelo Bottini sostiene che il Colosseo sta bene grazie alla sua natura originale, ma ha bisogno di servizi e risorse aggiuntive per accogliere il numero crescente di visitatori. Il problema della sicurezza, legato al terrorismo, è un'area di attenzione.
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