«Dentro il fuori. I musei dall'iperconsumo al racconto» è il titolo della mostra inaugurata ieri all'Accademia di San Luca e che fino al prossimo 15 ottobre propone al pubblico i progetti di sette gruppi di giovani architetti invitati a riflettere sul ruolo attuale dei musei di arte contemporanea. Sempre più spesso, infatti, i musei si caratterizzano più come centri commerciali che come centri d'arte a causa della maggiore cura dell'immagine e della prevalenza concettuale dei servizi al pubblico, dei book-shop, dell'oggettivistica, dei ristoranti. A partire da questa considerazione Franco Purini, in continuità con il Convegno Internazionale svoltosi un anno fa alla Triennale di Milano, ha curato la mostra per indagare sul rapporto tra l'arte e la città, in particolare tra arte e periferie. I gruppi partecipanti, scelti in tutto il territorio nazionale, hanno ideato i loro progetti per le aree segnalate come nodi critici dall'assessorato alle Politiche per le Periferie (Laurentmo, Massimina, Corviale, via Palmiro Togliatti e le grandi aree di scambio internodale). Il gruppo Altra ha sfidato il Corviale proponendo un elaborato dal significativo titolo «Mostrati, Mostro». Il progetto prevede la demolizione di cinque moduli per l'altezza intera del Corvale e la trasformazione degli appartamenti in laboratori, mediateche e nuovi percorsi pubblici attraverso l'utilizzo di una serie di elementi prefabbricati, componibili tra loro. La città dell'arte proposta dal gruppo Modulo Quattro è studiata invece per la zona Massi-mina, adiacente alla via Aurelia, tenendo conto del carattere frammentario delle costruzioni, dell'andamento dei campi, dell'architettura informale dei silos e della presenza della discarica: un vero e proprio condensatore di interferenze urbane. La vie Prenestina e Palmiro Togliatti hanno ispirato il gruppo Sciatto Produzie che ha studiato modalità di connessione con le iniziative del centro sociale Forte Predestino grazie ad un sistema di museo processuale, il Map, un organismo in continua evoluzione. Accanto a queste proposte l'esposizione comprende anche quelle dei gruppi Avatar Architettura, Gruppo Al 2, MaoEmmeazero, StalKagency. L'iniziativa, che ha potuto contare sulla collaborazione della Darc (Direzione generale per l'architettura e le Arti Contemporanee), è stata molto apprezzata da Renato Nicolini: «A Roma il problema degli spazi espositivi rimane irrisolto e questo rende il lavoro dei sette gruppi molto interessante anche se è ancora incompleto. Ciascuno di essi ha ancora molto da dire per passare dalla fase di astrazione, in cui il concetto di possibile può assumere ogni configurazione, a quella in cui la possibilità diventa una scommessa dell'architetto con la sua committenza». Nicolini sottolinea perciò la necessità di un lavoro continuativo che coinvolga non solo l'assessorato alle Periferie di Luigi Nieri ma tutto il Comune di Roma .E' d'accordo su questo punto Pio Baldi, direttore della Darc: «In una città come Roma l'arte contemporanea può essere un battistrada per un processo di trasformazione urbanistica e architettonica e di riqualificazione di aree degradate e di impianti abbandonati. E questo processo potrebbe essere coordinato, in collaborazione con altre forze, da un' amministrazione comunale, sensibile e attenta ai processi di recupero e integrazione».
Progetti per i musei d'arte contemporanea
La mostra "Dentro il fuori. I musei dall'iperconsumo al racconto" è stata inaugurata all'Accademia di San Luca e si propone fino al 15 ottobre. La mostra è stata curata da Franco Purini e propone i progetti di sette gruppi di giovani architetti invitati a riflettere sul ruolo attuale dei musei di arte contemporanea. I gruppi hanno ideato progetti per le aree segnalate come nodi critici dall'assessorato alle Politiche per le Periferie. Il gruppo Altra ha proposto un progetto per la demolizione di cinque moduli per l'altezza intera del Corviale e la trasformazione degli appartamenti in laboratori, mediateche e percorsi pubblici.
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