MOSTRE. Quarto appuntamento della rassegna "OrienteOccidente" a Palazzo Leoni Montanari. Riflessioni di Bianchi, Opie e Varese Nove preziosi pezzi russi per la prima volta esposti al pubblico. Quarto appuntamento della rassegna "OrienteOccidente" promossa dal settore Beni culturali di Intesa Sanpaolo e curato da Fatima Terzo, è la mostra allestita alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari "Raffigurare il tempo. Le icone dei mesi nella tradizione russa". Vi sono esposte nove preziose icone russe che appartengono alla collezione Intesa e vengono ora per la prima volta esposte al pubblico, accompagnate da un esauriente apparato didascalico. Il progetto così concepito offre l'occasione per un approfondimento non solo sull'arte sacra russa ma anche sul valore del tempo in un'area cristianizzata che, per sue caratteristiche culturali si pone in confronto con la religiosità occidentale. Alcune riflessioni di padre Enzo Bianchi sul tema "Tempo di Dio e il tempo dell'uomo tra Oriente ed Occidente", di Johon Lindsay Opie sul significato delle icone menologiche e di Ranieri Varese sugli esiti artistici in ambito occidentale sono a corredo del catalogo edito da Terraferma presente in mostra. Il tema della mostra si offre dunque a vari livelli di lettura e di fruizione; buono per approfondimenti su vari aspetti della cultura artistica e spirituale a cui questi oggetti sacri, le icone menologiche, fanno riferimento; ma oltre a considerazioni relative al valore che viene attribuito al tempo o alla diversa religiosità di due vaste e differenti aree geografiche, l'Oriente e l'Occidente, i dipinti incoraggiano anche un più semplice ed immediato approccio estetico. Sebbene, infatti queste tavole dipinte siano un particolarissimo prodotto della tradizione russa, la loro intrinseca bellezza, la complessa struttura esecutiva e la pregnanza spirituale determinata dalla loro secolare permanenza in sedi di preghiera, dove furono oggetto di intensa venerazione, li rende affascinanti anche ad un pubblico generico. Un menologio è, nella liturgia bizantina, il libro che contiene per esteso le vite dei santi, costituito da dodici volumi corrispondenti ai dodici mesi dell'anno. Il più antico menologio conosciuto, scritto per ordine dell'imperatore Basilio II, è stato composto da Simeone Metafraste intorno all'anno 985 ed è un autentico capolavoro dell'arte bizantina, arricchito da preziose miniature. Le icone, assai più che immagini religiose, sono forme espressive immediate e dirette ai fedeli di culto cristiano ortodosso e, in generale, ai cristiani d'Oriente, concepite secondo una tradizione ecclesiale che ne ha fissato il contenuto e ne ha fatto un "sacramentale". Le più antiche icone di questo tipo risalgono all'XI e XII secolo e sono custodite nelle ricche collezioni del monastero di Santa Caterina del Monte Sinai. Esse sono dunque quasi contemporanee al Menologio di Simeone di Metafraste che viene citato spesso come fonte di ispirazione iconografica. Le nove icone menologiche oggetto della mostra a Palazzo Leoni Montanari appartengono tutte a diverse epoche del XIX secolo, a testimoniare come, indifferenti allo scorrere dei secoli, i pittori fossero tenuti a rispettare e seguire regole molto severe, utilizzando un linguaggio codificato da quasi mille anni, proprio perché questi dipinti, in quanto oggetti liturgici, avevano la funzione di aiutare il credente a leggere e scoprire il sacro per mezzo della vista. L'esposizione, che viene proposta al pubblico gratuitamente, rimarrà allestita fino al 19 agosto da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Dopo il successo della mostra a Parigi, dello scorso novembre, Mirta Caccaro, giovane artista duevillese, è stata chiamata ad esporre una significativa selezione delle sue opere alla galleria Espace Moselle, in Rue des Drapiers, 40, a Bruxelles, all'interno dell'allestimento dedicato all'arte italiana contemporanea. Mirta Caccaro si è diplomata in pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Sui lavori sono stati esposti alla Fiera Internazionale del Libro, a Bologna, alla Biennale Internazionale dell'Illustrazione, a Tehran, all'Hitabaschi Museum di Tokio, all'associazione Jean Chièze di Parigi. La mostra a Bruxelles rimarrà aperta fino al 13 luglio. M.P.B.
Letture sulla via del sacro Icone, un fascino antico
La mostra "Raffigurare il tempo. Le icone dei mesi nella tradizione russa" è il quarto appuntamento della rassegna "OrienteOccidente" a Palazzo Leoni Montanari. La mostra presenta nove icone russe preziose e rare, appartenenti alla collezione Intesa Sanpaolo, che vengono esposte per la prima volta al pubblico. Le icone sono accompagnate da un apparato didascalico e da riflessioni di artisti e studiosi, che esplorano il tema del tempo e della religiosità in Oriente e Occidente. La mostra offre un'opportunità per approfondire l'arte sacra russa e il valore del tempo in un'area cristianizzata.
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