08072007 Chiudi Pompei. Il titolo di arcivescovo, dopo tre anni e mezzo, ritorna nella chiesa mariana pompeiana. Il vescovo Carlo Liberati, delegato pontificio per il santuario della Beata Maria Vergine del Santo Rosario, è stato, infatti, elevato alla dignità di arcivescovo dal papa Benedetto XVI. «Sono grato al Santo Padre per la rinnovata fiducia che pone al santuario apostolato mariano - ha commentato l'arcivescovo Liberati - La Santa Sede si è accorta con chiarezza della nuova spinta che il santuario di Pompei ha dato negli ultimi anni alle opere mariane gratificando gli sforzi fatti con il titolo che gli competeva. Titolo che è stato sempre attribuito ai miei predecessori». L'arcivescovo Liberati, marchigiano, da tre anni e mezzo alla guida della chiesa pompeiana, ha traghettato i suoi collaboratori - il rettore monsignor Francesco Paolo Soprano, il vicario generale monsignor Pasquale Mocerino, il responsabile delle missione mariane don Antonio Marrese e l'amministratore Eduardo Romano - verso mete importanti. Più di cinquanta missioni mariane nelle diocesi italiane e due all'estero, in Australia e in Canada; l'aumento dei pellegrini (le ultime stime contano la presenza di 4.200 fedeli contro i tremila di alcuni anni fa); mille alunni seguiti dalle suore missionarie negli istituti di carità; 150 bambini raccolti ogni giorno dalla strada. «Dal mio arrivo a Pompei - spiega l'arcivescovo - sono riuscito a racimolare, soldino dopo soldino, cinquanta milioni di euro per ristrutturare e riaprire gli istituti che ho trovato chiusi e distrutti. Tra breve partiranno i lavori di restauro degli affreschi interni della basilica, grazie al finanziamento di cinque milioni di euro stanziati dal ministero dei Beni Culturali con l'interessamento del vicepremier Francesco Rutelli».