Nel suo studio in via Roma, "acquistato con la liquidazione", lex soprintendente è al lavoro Paolucci descrive il futuro prossimo del centro cittadino -------------------------------------------------------------------------------- «Faccio lo stesso lavoro di prima, ma senza le seccature burocratiche sindacali che avevo prima». Con limmancabile toscano in bocca, nel nuovo e centralissimo studio che ha acquistato «con la liquidazione» in via Roma, tappezzato di montagne di cataloghi e libri darte, lex soprintendente Antonio Paolucci racconta i suoi primi 10 mesi di pensionamento. «Il 1 ottobre sarà già un anno» dice, elencando impegni, stesure di libri, preparazione di mostre e incarichi prestigiosi. Come quello di presidente delle Scuderie del Quirinale a Roma, del complesso di San Domenico a Forlì, alle prese con una prossima mostra su Agostino di Duccio a Rimini, con le responsabilità di consigliere della Fondazione Giunti a Firenze, vicepresidente del Consiglio superiore dei Beni culturali di cui è capo Salvatore Settis, referente scientifico per il progetto nazionale voluto dal governo per il ripristino della via Francigena. E infine superconsulente di Palazzo Vecchio, con lincarico affidatogli dal sindaco Domenici di preparare il piano che vedrà Palazzo Vecchio diventare il «Museo della città». Un progetto ambizioso che dovrà essere pronto a fine legislatura, di cui si parla da tempo. «Palazzo Vecchio diventerà il museo ideale della città, la struttura portante di tutto il sistema dei musei fiorentini, sia comunali che statali, un vetrina aperta, il fulcro di tutta limmagine di Firenze - spiega Paolucci - Se ne andranno gli uffici e resteranno solo quello del sindaco e di rappresentanza alta della politica. Una metamorfosi che richiederà tempo, almeno 4-5 anni, il tempo per restaurare e traslocare le funzioni nel palazzo del Tribunale in piazza San Firenze. E a dirigerlo dovrà essere nominata una figura di alto profilo, non certo inferiore ad un soprintendente statale». Un progetto ancora in nuce, a cui - osserva lex soprintendente - lavorerà nei prossimi mesi insieme al direttore del Museo della scienza Paolo Galluzzi, coordinatore del riordino del luogo del potere politico in dialogo con tutta la storia della città». Palazzo Vecchio, Galleria degli Uffizi, Corridoio Vasariano, Palazzo Pitti, Giardino di Boboli, complesso Bardini: il cuore di Firenze che diventa un tuttuno, un grande museo sempre più preso dassalto da masse di turisti e visitatori. «Già, questo è il punto - commenta Paolucci - lobiezione che tutti facciamo. Avremo una grande Disneyland. Così è stato deciso. E ora, con il nuovo tribunale a Novoli nel 2008, gli avvocati lasciano gli uffici dal centro e si stanno spostando tutti in quelle zona, dove ci sono anche le facoltà universitarie e cresce unaltra città con queste funzioni. Una scelta ormai irreversibile, che tuttavia dobbiamo governare al meglio». Con un altro cambiamento che tocca il governo del patrimonio artistico cittadino, pensato da Paolucci e Settis, fautori di una riforma ministeriale. «Tra queste, a costo zero, cè la proposta di estendere al Polo museale la gestione di tutta la città storica. Non solo dei 20 musei che comprende ora, dagli Uffizi ai Cenacoli, alle Ville Medicee, ma anche tutte le opere dei musei comunali ed ecclesiastici, quello che ora viene amministrato dal soprintendente ai beni storici e artistici che invece si occuperà solo di Pistoia e Prato e non più Firenze. Una riforma che tocca solo i Poli museali di Firenze, Roma, Venezia, Napoli» aggiunge il soprintendente. In cantiere cè anche molto altro. Ma Paolucci preferisce concludere con i suoi studi. Annuncia la prossima pubblicazione di una raccolta dei suoi articoli dal 1996 al 2007 per leditore Olschki, e di un libro già pronto edito dallEnciclopedia Treccani «che raccoglie le mie riflessioni sul sistema dei musei fiorentini. Si intitolerà "Lalbero dei musei": racconta storie e capolavori dei musei della città».