L'operazione è stata condotta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Nella giornata di ieri è stato abbattuto, alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Francesco Rutelli, l'ecomostro che poggiava su una domus romana risalente al IV secolo d.C. ed edificata, a sua volta, sull'antico porto etrusco di Gravisca, nei pressi di Tarquinia. Un'area archeologica di grande importanza presa in ostaggio dall'abusivismo per quarant'anni e che ieri, grazie all'intervento del Ministero dei Beni Culturali, è stata restituita al patrimonio pubblico. "Il Ministero - ha spiegato Rutelli - ha stanziato 130 mila euro che serviranno per l'abbattimento dell'ecomostro di Gravisca, un'operazione attesa da 40 anni il cui senso è chiarissimo: noi abbiamo annunciato, nei mesi scorsi, che una delle priorità del Ministero sarebbe stata quella di intervenire per la prevenzione e la conoscenza ma, nei casi in cui si renda necessario, intervenire anche con un'opera di repressione e di abbattimento di manufatti che impediscono la fruizione del nostro patrimonio e che infestano il territorio italiano". La costruzione abbattuta oggi era stata iniziata nel 1969 su un terreno lottizzato. Ad insospettire gli amministratori di allora fu la velocità con cui lo scheletro di quello che doveva essere un palazzo di due piani era stato innalzato: "La costruzione fu subito bloccata - spiega Anna Maria Moretti della Soprintendenza dei Beni Archeologici dell'Etruria meridionale - perché trovammo che i pilastri che sorreggevano la struttura affondavano direttamente nell'abside di un'antica villa romana. Non solo: all'interno della domus fu rinvenuto un tesoretto costituito da 177 monete d'oro, raffiguranti gli imperatori Onorio e Arcadio - continua la Moretti - ed ora esposto nel museo etrusco di Tarquinia". Fino ad oggi non c'erano i soldi per completare i lavori e dare inizio alla fase di valorizzazione di questa zona. Rutelli l'ha definita un'area di estremo interesse che può diventare un'importante punto di riferimento per il turismo. "Con l'appuntamento di oggi (ieri ndr.) non vogliamo limitarci alla demolizione spiega il Ministro- e vi assicuro ne seguiranno presto altre, perchè stiamo lavorando alla mappa di priorità degli ecomostri da distruggere: in collaborazione con la Regione Lazio, la Provincia di Viterbo e la Provincia di Roma, ci impegneremo per una rivalutazione integrata. Vorremmo che da qui partisse un restauro e un'accelerazione degli scavi che sono in corso. Vorremmo dare avvio ad un meccanismo di valorizzazione dell'intera zona etrusca. La prossima tappa coclude il Ministro- sarà una conferenza di servizi da organizzare nella seconda metà dell'ottobre prossimo.
Tarquinia: abbattuto l'ecomostro costruito su una Domus romana
Ieri, alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Francesco Rutelli, è stato abbattuto l'ecomostro che poggiava su una domus romana del IV secolo d.C. ed edificata sull'antico porto etrusco di Gravisca, nei pressi di Tarquinia. L'area archeologica era stata presa in ostaggio dall'abusivismo per quarant'anni. Il Ministero ha stanziato 130 mila euro per l'abbattimento dell'ecomostro. La costruzione era stata iniziata nel 1969 su un terreno lottizzato e fu bloccata a causa di problemi strutturali. All'interno della domus fu rinvenuto un tesoretto di monete d'oro.
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