Al lavoro i sommozzatori della polizia. I carabinieri recuperano quattro dipinti rubati La brocca è stata ripescata a 40 metri -------------------------------------------------------------------------------- In mare, sugli scaffali dei rigattieri o nelle botteghe antiquarie. È un week-end che si conclude con il recupero di reperti e parecchie opere darte. Al lavoro polizia e carabinieri. Nel golfo di Palermo il Nucleo sommozzatori della polizia ha individuato e recuperato unanfora che risale a 2.300 anni fa. Nella stessa zona, il 3 luglio del 2006, venne recuperata una imponente ancora, di età ellenistico-romana. Questo ritrovamento aveva messo in moto gli studiosi e ci si era interrogati sulla provenienza e la datazione del reperto. È verosimile, infatti, che lancora, risalente a circa 2.300 anni fa, appartenesse a una imbarcazione adibita al trasporto di sale e olio che incrociava la rotta del golfo siciliano per giungere da Cartagine al porto di Anzio. Lancora era stata rinvenuta a 40 metri di profondità e questo ha fatto ipotizzare che la grossa imbarcazione fosse stata coinvolta in una mareggiata o in un fortunale che ne aveva causato linabissamento. Le ricerche sono proseguite e il ritrovamento dellanfora testimonia che le ipotesi erano fondate. Escluso invece che lo scafo o parti di esso possano trovarsi ancora sui fondali. Altra cosa il carico, oggetto di altre perlustrazioni marine. I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale hanno invece dato la caccia a una serie di opere darte perlopiù provenienti da furti in chiese. Sono stati così recuperati lolio su tela di scuola siciliana raffigurante San Paolino, risalente al XIX secolo, proveniente dal Collegio delle suore di Maria Addolorata di Carini e il dipinto su lastra di ardesia raffigurante "Cristo morto sorretto da un angelo", del XVI secolo, scuola del Bronzino, proveniente da unabitazione privata di Bergamo. O ancora lolio su tela raffigurante il "Martirio di SantAgata", del XVIII secolo, attribuito a Jacopo Alessandro Calvi detto il "Sordino", proveniente dallabbazia di Zola Pedrosa (Bologna). I ritrovamenti risalgono a un periodo che va da gennaio a oggi. Le attività di ricerca si sono concentrate prevalentemente sul mercato antiquario attraverso sistematici controlli in negozi, fiere, mercatini domenicali ma anche case dasta e la rete Internet. «Essenziale - spiegano i carabinieri - è stata la Banca dati delle opere darte rubate, la più grande del mondo, istituita dalla stessa Arma che contiene foto e descrizione di oltre due milioni e mezzo di opere». Tra i beni recuperati anche lolio su tela raffigurante "Maria Santissima Immacolata con angeli e putti", del XVIII secolo, scuola del Borremans, proviene dalla cappella di Sagana e la coppia di candelieri in legno dorato provenienti dalla chiesa di Santa Maria e San Pancrazio di San Pietro Patti a Messina. «Il lavoro dei carabinieri è fondamentale nella lotta contro chi saccheggia larte siciliana e alimenta il commercio clandestino», dice lassessore regionale ai Beni culturali Lino Leanza. «Il complessivo calo dei furti nelle chiese - aggiunge - dimostra che un maggiore controllo attuato dalle stesse diocesi e dai carabinieri, oltre allavviamento della catalogazione informatica dei beni, comincia a dare i suoi frutti». I carabinieri ribadiscono limportanza di possedere una idonea documentazione fotografica (meglio se corredata da una sintetica scheda tecnico-descrittiva con misure, materiali, autore ed epoca) per poter agevolare, in caso di furto, linserimento nella Banca Dati delloggetto da recuperare.
la Repubblica
8 Luglio 2007
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SICILIA - Caccia a reperti e opere darte in mare unanfora di 2.300 anni
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