Dall'assemblea di ieri a Firenze la richiesta di un tavolo con la Regione sul tema della tutela del territorio Firenze UNA VERTENZA TOSCANA, un passaggio avanti per i comitati che ora vogliono sedersi ad un tavolo con la Regione (ma anche con gli altri enti locali) per discutere i problemi legati ad ambiente, territorio e tutela dei beni culturali. È il risultato dall'assemblea generale del coordinamento in cui si sono riuniti, da marzo, i circa 150 comitati toscani, che si è tenuta ieri a Firenze, nell'auditorium del consiglio regionale: a lanciarla è stato il presidente, Alberto Asor Rosa, che con la sua relazione ha aperto l'incontro. Nel mirino rimane la questione della Val d'Orcia, ma c'è da fare i conti anche la Tav di Firenze («pericolosissima e costosissima») e il corridoio tirrenico «tanto inutile quanto distruttivo », la politica sui rifiuti «proiettata nella programmazione degli inceneritori» e quella sullo sviluppo delle energie rinnovabili «in enorme ritardo», senza dimenticare «il proliferare delle proposte di aeroporti». Asor Rosa non risparmia strali neppure al Pit, il piano di indirizzo territoriale elaborato dalla Regione (che arriverà in consiglio per l'approvazione il 25 luglio), che«non assicura -dice il professore - il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, tutela e valorizzazione delle risorse del territorio». Che «contiene indicazioni di massima interessanti, ma non una proposta che consenta un controllo effettivo». E se sul piatto del confronto con le istituzioni ci saranno le questioni cruciali per la Toscana, da affrontare con una piattaforma di proposte elaborata dal coordinamento, Asor Rosa non trascura la possibilità di proiettare l'esperienza in una dimensione nazionale, «mantenendo e coltivando una rete di comunicazione » con le realtà di altre regioni e «aprendo una vertenza nazionale con i ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali». D'altronde, prosegue il professore, «non abbiamo nessuna intenzione di trasformarci in un partito, né ora, né mai». L'idea è piuttosto quella di «irrobustire la partecipazione democratica, far nascere una 'democrazia territoriale partecipata'»: in questo modo, continua Asor Rosa, «nasce un movimento 'neomabientalista', fondato direttamente sull'esperienza del territorio: occuparsi di ambiente non è difesa intellettualistica del territorio, il nostro è un movimento che auspica un passaggio in avanti». Ad oggi, il lavoro del coordinamento «ci permette di dire che ci siamo, è un dato inconfutabile, di cui i politici, che almeno a parole dichiarano totale disponibilità, devono rendersi conto». E se all'assemblea è arrivato anche il messaggio del direttore della Normale, Salvatore Settis, la presenza della politica era decisamente rarefatta. In sala c'erano i consiglieri regionali dei Verdi, Fabio Roggiolani, di Rifondazione, Monica Sgherri e di Forza Italia Stefania Fuscagni. Con loro anche la consigliera comunale Ornella De Zordo.
FIRENZE - I comitati di Asor Rosa aprono la vertenza toscana
L'assemblea generale del coordinamento di Firenze UNA VERTENZA TOSCANA si è tenuta ieri a Firenze, con la presenza di circa 150 comitati toscani. Il presidente, Alberto Asor Rosa, ha lanciato la richiesta di un tavolo con la Regione per discutere i problemi legati ad ambiente, territorio e tutela dei beni culturali. I temi trattati includono la Val d'Orcia, la Tav di Firenze, il corridoio tirrenico, la politica sui rifiuti e le energie rinnovabili, nonché il proliferare delle proposte di aeroporti. Asor Rosa ha criticato il piano di indirizzo territoriale della Regione, che non contiene proposte efficaci per il controllo effettivo.
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