Filmati d'epoca, processi lavorativi e pezzi rari.Visita virtuale alla vallata Il progetto ormai sta per diventare realtà. E' cominciato il conto alla rovescia per la grande inaugurazione. Sabato 13 ottobre finalmente Lecco vedrà l'apertura della «Sala museale virtuale dell'Industria lecchese». Un'idea innovativa che nei prossimi mesi verrà allestita all'interno del Civico museo storico in un locale di circa 120 metri quadrati al piano terra di Palazzo Belgiojoso. Il punto sui lavori in corso è stato fatto ieri nella sala consigliare del Comune di Lecco alla presenza del sindaco Antonella Faggi, dell'assessore alla cultura del Comune Silvia Ghezzi e di quella provinciale Chiara Bonfanti, nonché del presidente del Rotary Club Rosa Ghigo Bezzola e di Gian Luigi Daccò responsabile dei Musei Civici di Lecco. Il «Museo per l'industria lecchese» è meglio definibile come museo della storia, non solo delle tecnologie e sarà realizzato con l'esposizione di strutture espositive virtuali ed alcuni esemplari significativi di macchine e attrezzi. Gli strumenti utilizzati per la realizzazione del museo saranno postazioni informatiche interattive che ospiteranno rappresentazioni virtuali dei prodotti, dei processi lavorativi, degli strumenti, delle maestranze e ricostruzioni attraverso riprese reali e luoghi ricostruiti, delle sedi di produzione del settore portante dell'industria lecchese: quello meccanico metallurgico. Il Rotary Club di Lecco, attraverso delle azioni di ?fund raising? messe in atto con l' «Associazione amici dei musei del territorio lecchese» è riuscito a completare il progetto di finanziamento. Hanno collaborato attivamente anche il Comune di Lecco, la Provincia, la Camera di Commercio, l'IBM Italia, il Credito Valtellinese e numerosi donatori privati. Il percorso espositivo della sala museale virtuale dell'industria lecchese prevede l'ostensione di materiali originali, rari e di pregio, esposti per l'alto significato simbolico di cui sono caricati: la chiodatrice Sala del 1930, l'attrezzeria Odobez e quella Melesi. La cartografia originale della Valle del Gerenzone, riprodotta direttamente a pavimento e integrata con media informatici, realizza la possibilità di una visita virtuale della vallata, culla dell'industria lecchese per oltre 2000 anni. Presenti ovviamente anche dati ?immateriali? come i procedimenti e gli aspetti antropici tradizionali che verranno rappresentati tramite la proiezione di filmati d'epoca appositamente restaurati e schede informatiche dedicate alle diverse tematiche dell'industria lecchese. Di particolare rilevanza sarà il film di Sofia Ceppi Badoni del 1961 intitolato «La Valle del Gerenzone» e alcuni filmati realizzati tra il 1930 e il 1960 dall'amministrazione provinciale di Como e dall'Istituto Luce di Roma. Il fulcro della sala sarà costituito da una cornice interattiva che funzionerà con una serie di videoistallazioni realizzate sulla storia dell'industria lecchese e sulle tecnologie. Presenti anche banche dati per la messa on line di: censimento dei siti di archeologia industriale di Lecco, archivio consorzio del Gerenzone e schede informatiche interattive.