Bologna Boccia il grande schermo in piazza Maggiore, se la prende con il Comune - troppo lento nel cercare una concertazione e non comprende le polemiche riportate dalla stampa dopo il "no" al palco di Marco Tutino per l'estate del Comunale in piazza Verdi. Sabina Ferrari, sovrintendente per i Beni architettonici e per il paesaggio, ieri era ad una commissione Cultura in Comune, convocata per fare luce sui suoi recenti dinieghi: la megastruttura per piazza Verdi, il mercatino dell'Ant in piazza S. Stefano per arrivare ai dehors dei locali. «Nessuna opinione personale», ribadisce Ferrari nel motivare i suoi «no», ma applicazione di leggi, codici e procedure. Che hanno tempi precisi da rispettare. Ed ecco la prima risposta della sovrintendente al palco: «Si è parlato sui giornali solo a seguito di incontri informali, ma la domanda è arrivata solo qualche giorno fa», spiega. «Ho mandato una lettera ai giornali per chiarire la situazione, che nessuno ha pubblicato integralmente - aggiunge -: i giornalisti vanno a caccia di notizie e non hanno tempo di approfondire ». Nodo focale della questione, la mancanza di un accordo complessivo con il Comune per «l'utilizzo degli spazi più importanti della città». «È dal 2005 che è stata inoltrata una richiesta, ma ho ricevuto una bozza di accordo solo ieri». E poi in Comune manca un referente: «Ho incontrato persone sempre diverse e nessuno controlla come vengono realizzate le cose». Durissima la replica di Cofferati: «Sono molto preoccupato per lo stato della memoria della sovrintendente». E parla di numerosi incontri «con me, gli assessori e il capo di gabinetto».Mala lista delle doglianze di Sabina Ferrari non è finito: Lo schermo non va, «i turisti non possono fotografare i palazzi, e non capisco perché non si riesca ad abbassarlo di un paio di metri...». Concertazione o conferenza di servizi, dove tutti i soggetti coinvolti in un progetto discutono per trovare la migliore soluzione per realizzarlo, secondo Ferrari la "ricetta" per non doversi trovare a decidere, caso per caso, in tempi strettissimi. La sovrintendenza, infatti, è subissata di richieste: «ne protocolliamo 20mila all'anno - dice Ferrari - e sono sempre istanze inoltrate a pochi giorni dallo svolgimento delle manifestazioni ». Ancora diverso il caso del mercatino Ant: «Non abbiamo detto no ala manifestazione, ma abbiamo detto che le strutture erano troppo invasive, e diverse dallo scorso anno...Per questo ho ricevuto solo una seccata lettera del professor Franco Pannuti, convinto che io non abbia la coscienza a posto per aver impedito una manifestazione benefica». Sulla bocciatura dello schermo in piazza Maggiore, fiore all'occhiello dell'amministrazione, arriva la replica dell'assessore alla Cultura di Palazzo d'Accursio Angelo Guglielmi. «Magari non ho le stesse competenze della sovrintendente ai Beni architettonici -dice - e di fronte alle sue "sentenze" sono costretto a rispettare anche quello che non mi pare giusto,ma il buon senso mi dice che quella piazza deve essere restituita ai cittadini ». Ndr: La lettera di cui parla la sovrintendente era di una lunghezza sterminata che poteva stare a malapena in una intera pagina di giornale. Prima di dare lezioni ai giornalisti, l'architetto Sabina Ferrari dovrebbe fare un bagno di realismo. Ed anche fare un piccolo sforzo per spiegarsi, magari scendendo dalla torre d'avorio nella quale sembra vivere isolata.
BOLOGNA - La sovrintendente spiega i suoi no Sono per tutelare il bello di Bologna
La sovrintendente per i Beni architettonici e per il paesaggio di Bologna, Sabina Ferrari, ha espresso le sue preoccupazioni per la realizzazione di un grande schermo in piazza Maggiore, affermando che il Comune non ha seguito una procedura adeguata e che la decisione è stata presa troppo velocemente. Ha anche criticato la mancanza di un accordo complessivo con il Comune per l'utilizzo degli spazi più importanti della città. Ferrari ha anche espresso le sue preoccupazioni per il mercatino dell'Ant in piazza S. Stefano, affermando che le strutture erano troppo invasive.
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