I dipendenti delle aree archeologiche siciliane vogliono che si definisca la loro posizione lavorativa. Una questione che si trascina da tanto tempo e che ha visto almeno una ventina di incontri per trovare il bandolo della matassa di un problema che rischia di trascinare nel caos, in piena estate, numerosi siti maggiormente visitati dai turisti. Una prima avvisaglia di quanto potrebbe accadere in tutta la regione è avvenuto ieri mattina al Teatro Antico di Taormina: un centinaio di lavoratori della provincia di Messina hanno occupato l'antica cavea, impedendo l'ingresso al monumento. Alcuni custodi si sono anche incatenati al cancello. Per ore si è temuto che potesse saltare anche la prima delle tre serate del «Fiorello Live», ma poi la protesta è rientrata. Lo spettacolo si è tenuto regolarmente, ma Fiorello alla fine dello show ha fatto salire sul palco due rappresentanti dei precari, Clara e Maria, per spiegare le motivazioni della loro protesta. Secondo Clara Crocè, rappresentante della Cgil fp, il presidio dei lavoratori proseguirà sino a questa mattina. In allerta ieri i vigili urbani e gli agenti della Polizia di stato. Sul posto anche il vice questore di Taormina, Pasquale Barreca. A Taormina, per protestare contro la mancata soluzione del problema della turnazione del personale che produce non pochi disservizi i lavoratori di Tusa, Acquedolci, Tindari, Patti, Terme Vigliatore, Capo D'Orlando e Taormina. All'iniziativa non hanno preso parte, invece, quelli di Giardini-Naxos e Villa Caronia. Numerose le proteste da parte dei turisti che sono stati costretti a tornare indietro, senza poter entrare ad ammirare il monumento. «I lavoratori si stanno battendo ha detto la Crocè per essere nelle condizioni di assicurare la migliore fruizione possibile dei monumenti da parte dei turisti e degli studiosi. I dipendenti chiedono i fondi necessari per assicurare le turnazioni e quindi una loro più razionale presenza all'interno dei monumenti che sono un'importante risorsa del turismo siciliano e, nel caso specifico, della provincia di Messina e di Taormina in particolare». Un problema questo che riguarda, appunto, anche tutti i lavoratori di questo comparto. Allo sciopero, ha aderito anche il Sindacato autonomo dipendenti della regione siciliana. «Stiamo attendendo ha detto Orazio Zappalà, della segreteria regionale del Sadirs-Cisas risposte concrete dall'assessore regionale ai Beni Cuturali, Lino Leanza. I contratti dei dipendenti sono a tempo determinato. Si rinnovano ogni cinque anni. Quanti si trovano in questa situazione non possono accedere neanche a un mutuo per comprarsi la casa. Sarebbe ora di rendere il rapporto di lavoro a tempo indeterminato». I dipendenti, inoltre, chiedono anche il passaggio alla categoria B del personale di categoria A per consentirne l'utilizzo specifico. «In sostanza ha concluso Zappalà , vorremmo che il personale sia inquadrato realmente nelle mansioni per le quali viene impiegato». La proposta del sindacato è quella di realizzare in tempi strettissimi un tavolo di concertazione. La situazione difficile della Provincia di Messina potrebbe dunque allargarsi a macchia d'olio. I sindacati potrebbero indire altri scioperi, coinvolgendo tutte le altre aree archeologiche siciliane. Una minaccia questa presa subito in considerazione a Palermo dall'assessore regionale ai Beni culturali, ambientali e alla Pubblica Istruzione, Lino Leanza, che si è impegnato a portare all'attenzione della prossima giunta le problematiche relative ai contrattisti e alla questione della dotazione organica. In quell'occasione sarà anche fissato un incontro con le organizzazioni sindacali, presso la Presidenza della Regione, al quale parteciperanno, oltre all'assessore Leanza, il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, l'assessore alla Presidenza, Mario Torrisi, e i dirigenti interessati. Servirà a stabilire con certezza i tempi tecnici ancora necessari per l'ultimazione dell'attività di rilevazione dei fabbisogni del personale, tuttora in corso, per raggiungere, in tempi rapidi, la determinazione della nuova dotazione organica, secondo i principi della legge regionale n. 10 del 2000. E' stata, inoltre, stabilita la convocazione di un tavolo tecnico per concordare l'individuazione di una soluzione temporanea, ma di immediata applicazione, in grado di consentire ai responsabili dei siti di utilizzare i contrattisti a tempo determinato, seppur per un limitato periodo, nelle mansioni di custodi e garantire, in tal modo, la piena funzionalità e fruibilità dei siti nell'attuale stagione estiva.