Verdi parlano di "ecomostri", le due amministrazioni di centrodestra ribattono. Intanto i cantieri si fermano per non disturbare i turisti estivi Quello di Tonfano sarà lungo 240 metri, 125 a Lido di Camaiore VERSILIA - Due grandi becchi, due linee orizzontali bullonate al mare da decine piloni. Dalla spiaggia, la Versilia non ha più la stessa skyline da quando sono in costruzione i nuovi pontili, uno a Marina di Pietrasanta, laltro a Lido di Camaiore. Attenti a quei due, è quasi una gara. Niente a che vedere con il vecchio e sbrecciato pontile del Forte, nato per lattracco delle navi che trasportavano il marmo. Qui è un altro manuale di filosofia: sono pontili nati per il passeggio, voluti o comunque incoraggiati da almeno una parte delle categorie economiche. Uno prevede persino un ristorante (o un bar) in cima, sulla rotonda. Il primo, quello di Tonfano, a Marina di Pietrasanta, sarà lungo dalla battigia 240 metri, un record per la Toscana: a vederlo così, in costruzione, con la gru e tutto il resto, qualcuno sibila che somiglia a un viadotto sospeso sul mare. In effetti lopera è quattro metri sopra le onde. Quello di Lido è più piccolo, 125 metri per prendere il largo: il cantiere è stato aperto un anno fa ed è in dirittura di arrivo. Uno è costruito dallamministrazione di Pietrasanta, costo dellopera tre milioni e mezzo di euro, laltro è un project financing agganciato alla realizzazione di due parcheggi sotterranei in altrettante piazze della marina di Camaiore (Lemmetti e Matteotti) e di alcuni piccoli edifici commerciali: intervento complessivo da dieci milioni di euro. «I posti auto sono 220 - spiega Stefano Varia, responsabile di una delle tre società private (tutte del settore edile) che fanno parte del project - cederemo il diritto di superficie per 99 anni, il costo medio di un box è fra i 35 e i 40mila euro, ma abbiamo già 450 richieste». Un successo prevedibile visti gli appetiti turistici della zona affollata di hotel e di abitazioni. Due pontili, due progetti diversi; per i Verdi la stessa cosa, lo stesso comune denominatore: «Due ecomostri» protesta Gisella De Mola, infaticabile ambientalista di Camaiore. «Due costruzioni esagerate, senza funzionalità, due monumenti allimbecillità» si arrabbia Fabio Roggiolani consigliere regionale dei Verdi che chiede lintervento del ministro dellAmbiente: «Quelle costruzioni rischiano di creare problemi ulteriori di erosione della costa» dice. «Cittattiva-Camaiore», associazione legata allUlivo ha presentato un ricorso al Tar assieme alla proprietaria di uno stabilimento balneare a ridosso del pontile che però poi si è ritirata lasciando lassociazione da sola: il tribunale ancora non si è pronunciato. «Trovo davvero curioso che i Verdi - ribatte Giancarlo Bertola, sindaco di Camaiore, comune amministrato dal centrodestra - protestino per unopera, il pontile, inserito nel piano strutturale da una giunta passata di cui gli ambientalisti facevano parte. In ogni caso il pontile è lultima tappa della ristrutturazione di un chilometro e 600 metri di passeggiata, è unopera importante capace di rilanciare e trasformare il Lido». Intanto nei due cantieri i lavori si fermano, ma soltanto per la pausa estiva: i villeggianti non gradiscono distendersi al sole con il rumore dei camion e il via vai degli operai alle spalle. Accontentati: si riprenderà a settembre. «Il nostro pontile è unattrazione turistica che si integra perfettamente nel territorio» spiega Alfredo Benedetti, ex assessore, ora consulente per le grandi opere del Comune di Pietrasanta. «Labbiamo costruito a una certa altezza proprio per permettere a chi è in spiaggia di vedere oltre, Viareggio da una parte, il Forte dallaltra. Non a caso i piloni sono a una distanza di venti metri». E sempre una questione di prospettiva e di punti di vista. «Prima di cominciare i lavori abbiamo commissionato uno studio sulle correnti alluniversità di Firenze - prosegue Benedetti - e abbiamo avuto tutte le assicurazioni del caso». Sopra il pontile ci saranno una decina di sculture, niente negozi, niente bar, solo una grande rotonda alla fine (30 metri di diametro) e la rosa dei venti sul pavimento. Non è però che a Marina tutto sia filato liscio, il pontile ha avuto qualche intoppo di percorso: nella prova di carico per esempio, alcuni piloni sono sprofondati e allora si è dovuto cambiare qualcosa. «E stato un imprevisto imprevedibile» ripete (testuale) più volte Benedetti spiegando che la cosa è stata risolta allungando le grandi palafitte di acciaio e cemento: «Da 23 a 35 metri di lunghezza». E i piloni che erano già stati piantati nel mare? «A quelli abbiamo fatto iniezioni di cemento». Costo aggiuntivo, stimato in circa 300mila euro, mese previsto per il taglio del nastro, giugno 2008. «Pensi che alcuni sindaci dellAdriatico, sono già venuti a vedere comè il nostro pontile» chiude Benedetti con un certo orgoglio.