La soprintendente: "Non sono la signora no, da due anni chiedo un incontro invano". Cofferati: "Se ha problemi di memoria..." «Sono due anni che chiedo al Comune di istituire un tavolo di concertazione sulluso delle piazze, sono due anni che scrivo e dico delle cose, ma vedo prescrizioni disattese e nessuno che controlla», afferma Sabina Ferrari, soprintendente ai beni architettonici e del paesaggio, per la prima volta ospite della Commissione cultura per unudienza conoscitiva, ribattendo alle polemiche nate dai «veti» su piazza Verdi, dehors, mercatino dellAnt. «Ieri ho ricevuto da Palazzo dAccursio la bozza del nuovo protocollo dintesa per lutilizzo di spazi pubblici importanti, chiesto nel 2005». Il sindaco replica: «Ferrari ha problemi di memoria: cè stato più di un incontro. Grave giustificare i propri errori rimuovendoli». "Piazza Verdi? Una polemica montata su affermazioni fatte in un incontro informale" "Lo schermo della Cineteca è brutto: perché non montarne uno a scomparsa?" Si schermisce: «Non sarebbe questo il luogo in cui la Soprintendenza si deve esprimere. Parlano gli atti formali». È sorpresa dai fotografi, che la martellano di flash. Ma cè un motivo a tanto clamore: è la prima volta che la soprintendente Sabina Ferrari partecipa ai lavori di una Commissione consiliare a Palazzo dAccursio. È la prima volta che interviene pubblicamente su casi e veti che hanno suscitato aspre polemiche: piazza Verdi, dehors, mercatino dellAnt... E contrabatte: «Sono due anni che scrivo e dico cose al Comune, che vedo prescrizioni disattese e nessuno che controlla. È dal 2005 che chiedo un tavolo di concertazione sulluso delle piazze: e solo ieri ho ricevuto dal Comune la bozza di revisione del precedente protocollo dintesa». In serata arriva la durissima risposta del sindaco Cofferati: «Sono molto preoccupato per lo stato della memoria della soprintendente. La sua funzione è delicata e ha bisogno di quella memoria che ha dimostrato di non avere in questoccasione. Gli incontri col sindaco - e sottolineo "gli" - ci sono stati nel mio ufficio, così come ci sono stati quelli con gli assessori e il capo del gabinetto. E pessima pratica giustificare i propri errori rimuovendoli e invece se è davvero un problema di memoria la situazione è ancora più seria». Ai consiglieri della commissione Cultura, che ieri le avevano chiesto unudienza conoscitiva Sabina Ferrari, soprintendente ai beni architettonici e al paesaggio, ha fatto distribuire la lettera che inviò ai giornali nelle settimane della più acuta polemica su piazza Verdi. La Soprintendenza applica la legge: lo fa attraverso procedure complesse, è tenuta a dare risposte formali entro 120 giorni, è sommersa da 20mila protocolli lanno. Ai consiglieri che chiedono maggior dialogo, flessibilità e concertazione sulluso delle piazze e degli spazi pubblici, Sabina Ferrari risponde che «è dal 2005 che chiedo al Comune di istituire un tavolo. Ho chiesto al sindaco che fosse una sola persona a rappresentare il Comune. Sono due anni che scrivo e dico delle cose». Finalmente, è in arrivo un nuovo protocollo dintesa per luso delle piazze: «Solo ieri ho ricevuto la bozza. Non lho ancora letta, ma so che il Comune chiede un maggior numero di giornate lanno per luso delle piazze. Va bene, ma concordiamo la tipologia degli oggetti. Oggi vediamo tutti i giorni la piazza occupata da oggetti vistosi e invasivi». I consiglieri chiedono conto dei veti sul palco in piazza Verdi, sul caso-dehors e sul mercatino dellAnt in piazza Santo Stefano. Piazza Verdi, dunque: la Soprintendenza ha ricevuto solo nei giorni scorsi il progetto del sovrintendente del Teatro Comunale Marco Tutino, che prevede linstallazione di un placo e platea rimovibili (la «conchiglia»), e «immagino sia per lanno prossimo. Lo valuteremo». La polemica, spiega, si è montata pretestuosamente a seguito di un incontro «informale» tra Ferrari e Tutino: «Non ho mai detto no a quel progetto, che mi è pervenuto solo due giorni fa». Tantè vero che le incomprensioni sulluso anti-degrado della piazza sono state superate grazie alla conferenza di servizi convocata dal Prefetto. Il mercatino dellAnt: «Alla Soprintendenza è giunta, dallAnt, una richiesta simile a quella dello scorso anno e la Soprintendenza ha dato una risposta simile: ha osservato che le attrezzature erano vistose e invasive, e questo costituiva un motivo ostativo. Ho contestato le attrezzature, non la manifestazione». Perciò nulla impediva che si giungesse a un punto di sintesi, «ma ho ricevuto una lettera piccata del presidente, il professor Pannuti, che chiudeva ogni dialogo». Altro caso: lo schermo in piazza Maggiore: «Daccordo, lo schermo è necessario, ma quella manifestazione si ripete ogni anno. Questanno per la prima volta è meno brutto. Ma se questa manifestazione si ripete tutte le estati, possibile che non si possa studiare uno schermo a scomparsa, o meno invasivo?».