La protesta di "Avvenire" per la nuova classifica mondiale CIttà del vaticano La Cappella Sistina con gli immortali affreschi michelangioleschi? Bocciata. La basilica di San Pietro comunemente indicata come la chiesa più bella del mondo? Bocciata. E la Sagrada Famiglia, la spettacolare basilica spagnola disegnata da uno dei più grandi geni del ventesimo secolo, larchitetto Antonio Gaudì? Bocciata anchessa. Stessa sorte per gli altri grandi siti della cristianità di ieri e di oggi. dal Santo Sepolcro di Gerusalemme al Duomo di Milano, dalle cattedrali di Aquisgrana, Colonia e Dresda (Germania), a Santiago di Compostela (Spagna), Notre Dame (Francia), Saint Paul (Inghilterra). Tra le nuove sette meraviglie del mondo che sabato prossimo saranno proclamate a Lisbona alla fine di un concorso on line (a pagamento) organizzato dal miliardario svizzero-canadese Bernard Weber, non cè nessuna grande opera cristiana. «Esclusioni inspiegabili, sorprendenti e sospette», attacca larcivescovo Mauro Piacenza, presidente delle Pontificie commissioni dei Beni culturali e di Archeologia Sacra del Vaticano. La stessa critica avanzata ieri dal quotidiano cattolico Avvenire che alliniziativa di Weber ha dedicato un polemico articolo intitolato "Sette meraviglie del mondo, per i cristiani non cè posto". Sul sito attivato dal miliardario - www.new7won-ders.com - finora hanno votato oltre 50 milioni di persone, proclamando 21 "nomination" dalle quali saranno scelte le prime sette. Tra le antiche sette meraviglie del mondo - in gran parte bellezze non più esistenti come il Colosso di Rodi, il Faro di Alessandria, il Tempio di Artemide di Efeso, in Turchia - lunica opera rimasta in concorso è la Piramide di Cheope. Per il resto, i suffragi maggiori sono andati al sito Stonehenge in Gran Bretagna, allAcropoli di Atene, al Colosseo di Roma, alla città di Petra, in Giordania, allinsediamento incaico di Machu Picchu in Perù e a tanti altri insediamenti scelti secondo un criterio "più geopolitico che artistico" secondo Avvenire. Il quotidiano mostra anche di non gradire lunico sito cristiano rimasto in lizza, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, famoso più che altro "per aver fatto da modello ad una pubblicità di Ronaldo" e scelto non per meriti estetici, ma per le pressioni del presidente brasiliano Lula. «Al di là dei criteri adottati per questo concorso, appare strano e desta meraviglia che tra le nuove 7 meraviglie del mondo non ci sia una delle grandi opere artistiche cristiane da sempre ammirate da credenti e non credenti», rincara la dose monsignor Piacenza, che come ministro dei Beni culturali della Santa Sede ricorda come «opere concepite dal genio di Michelangelo come il Giudizio Universale o la Pietà non possono non toccare i cuori di chi ama la bellezza, ma anche dei milioni e milioni di credenti per i quali capolavori di questa levatura hanno anche un valore catechetico e teologico». E forse anche per questo, azzarda Piacenza, «non vorrei che dopo la morale e gli insegnamenti dottrinali, la Chiesa possa essere presa di mira anche per i suoi tesori artistici». «Ma come si fa ad escludere dalle meraviglie del mondo opere come la Sistina, visitata solo nel 2006 da ben 4 milioni e 200 mila visitatori, con presenze giornaliere di circa 15-16 mila visitatori con picchi anche di 20 mila?», si chiede Francesco Buranelli, direttore dei Musei vaticani. Che aggiunge: «Solo 2 mesi fa il Vaticano, la Sistina e Venezia sono stati inseriti in unaltra classifica internazionale sulle meraviglie mondiali, e ora in questo sondaggio on line non ci sono più. E perlomeno strano. Ma al di là dei sondaggi - conclude Buranelli - è solo la volontà popolare, linteresse della gente e della massa che può stabilire se una determinata opera è da annoverare tra le meraviglie. E le opere cristiane sono tra queste. Tutto il resto è discutibile».