Un tappeto di rifiuti sulle spiagge ricordo dei week end dei bagnanti. Dietro la Sella del Diavolo è casa per le zecche, a Is Mortorius una discarica a cielo aperto. Una scia di immondizia che si allunga per tutto il litorale. Rifiuti che costeggiano tutto le spiagge, si ammonticchiano vicino ai ruderi della tonnara di Is Mortorius, si fanno notare al Poetto di Quartu come in quello di Cagliari, diventano emergenza sanitaria a Calamosca. Tanto da rendere necessaria la bonifica, da parte del servizio provinciale Antinsetti e dei tecnici della Asl 8, perché ormai la piccola spiaggia e tutte le zone vicine - il piazzale, il muretto del capolinea degli autobus, tutta la zona perimetrale dell'hotel Calamosca - è infestata di zecche. Hanno trovato terreno fertile tra le sterpaglie rinsecchite, i resti di un pic-nic e le tante, troppe cicche di sigarette e bottigliette vuote. Era un piccolo gioiello a due passi dal centro, una meraviglia per quelle rocce che spuntano dall'acqua smeraldo, dal quale ora chi ha dei bambini da portare al mare si tiene bene alla larga. Ma anche gli adulti farebbero bene a stare attenti. Sistemare cassonetti e i cestini per i rifiuti proprio in mezzo all'arenile non basta. I bagnanti, anche al Poetto, non importa quale fermata, si dimostrano così pigri che anche andare a gettare la stecca del gelato diventa una fatica. Per non parlare delle bottiglie di acqua e di bibite, le lattine di birra poco biodegradabili, addirittura qualche panno sporco di un neonato. Risultato: anche ieri sera, alla fine di una giornata afosa che ha portato migliaia di cagliaritani al mare, la spiaggia del Poetto era coperta da un manto maleodorante di immondizia. E non era più presentabile il ciglio della strada, dalla Sella del Diavolo a molto oltre l'ospedale Marino. Quando le auto che l'hanno intasata per tutta la giornata sono rientrate a casa, i villeggianti si sono dimenticati di portare via buste di rifiuti, scarti della merenda, sandali rotti. Una situazione non diversa a Is Mortorius, area tutelata da vincoli paesaggistici e ormai diventata una discarica a cielo aperto a pochi metri dal bagnasciuga. Se ne lamentano le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'intervento giuridico che hanno presentato al comune di Quartu, al servizio tutela del paesaggio, alla Soprintendenza, ai carabinieri del Noe e alla Asl 8 una richiesta di bonifica ambientale nelle aree vicino ai ruderi della tonnare e lungo i sentieri che conducono agli scogli ed al mare, di facile accesso anche per i numerosi bagnanti e in particolare per i bambini. «La zona è classificata come sistema a baie, promontori, falesie e isole minori», ricorda l'ambientalista Stefano Deliperi. «Speriamo che vi siano interventi rapidi per riportare in buone condizioni igieniche uno dei "gioielli" ambientali del litorale del Golfo degli Angeli».